Home Notizie dagli EntiLa Provincia “si trasferisce” in Regione: ecco cosa e come cambia con il passaggio di competenze

La Provincia “si trasferisce” in Regione: ecco cosa e come cambia con il passaggio di competenze

di Roberto Lottini
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Il processo di riorganizzazione istituzionale è ormai realtà: dal primo gennaio scorso, infatti, molte competenze delle Province sono passate ufficialmente alla Regione.

Agricoltura, caccia e pesca; ambiente ed energia; difesa del suolo; istruzione e formazione: questi gli ambiti che, in seguito alla riforma Delrio, sono passati sotto la guida dell’Ente regionale

La riorganizzazione istituzionale riguarderà anche i Centri per l’impiego: per due anni, ci sarà un periodo transitorio durante il quale la Regione assumerà la gestione di queste strutture, anche se il personale rimarrà legato alla Provincia.

Il trasferimento di competenze dalla Provincia in Regione riguarda 1045 dipendenti toscani, tra cui 24 dirigenti, mentre in Maremma saranno 146 i lavoratori, 2 dei quali dirigenti, interessati da questa riforma.

A questo proposito, anche gli uffici di via Trieste, via Cavour e via Pietro Micca passeranno alle dipendenze e diventeranno di proprietà della Regione, oltre, come già detto, ai Centri per l’impiego.

“Questo processo di riorganizzazione è il passaggio di competenze più grande che sia mai accaduto in Italia a livello istituzionale – sottolinea Vittorio Bugli, assessore regionale alle riforme istituzionali -. La Toscana è stata la prima regione in assoluto che si è mossa per capire i dettami della riforma Delrio. Con il trasferimento di queste funzioni, la Regione diventa un Ente che deve gestire circa 4500 dipendenti e fornire su vari territori toscani alcuni servizi che prima erano garantiti dalle Province. E’ una sfida difficile, in cui c’è bisogno della collaborazione dei dipendenti, delle istituzioni, dei sindaci dei vari Comuni e delle associazioni di categoria“.

“I nostri dirigenti hanno fatto un lavoro enorme – continua l’assessore -. Adesso si crea la possibilità di ottimizzare le risorse, le competenze delle varie istituzioni saranno più definite e i regolamenti maggiormente semplificati. Sarà necessario non staccarsi dai territori e dovremo lavorare per rafforzare le singole realtà toscane, anche grazie alla collaborazione dei sindaci della nostra regione“.

Ringrazio l’assessore Bugli che ha seguito con impegno questa riorganizzazione così complessa – sottolinea il presidente della Provincia di Grosseto, Emilio Bonifazi -. La Toscana è stata la prima regione che si è prodigata per adattarsi alla riforma del Rio. A Grosseto ci sono stati momenti di tensione in relazione al futuro dei dipendenti della Provincia, ma siamo riusciti a gestire bene questo passaggio e abbiamo tutelato tutti i lavoratori dell’Ente“.

Già da oggi, il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Leonardo Marras, avvierà un ciclo di incontri con i dipendenti regionali della provincia di Grosseto per spiegare come e cosa cambia in termini di servizi con il passaggio di funzioni.

3 commenti

attilio regolo 22 Gennaio 2016 | 15:07 - 15:07

Ma come, il Sig. Emilio Bonifazi e’ lo stesso che sta dando l’addio definitivo alla poltrona di Sindaco di Grosseto come in altro post di questo numero di Grosseto Notizie e gia’ lo vediamo seduto su un’altra poltrona e cioe’ quella di Presidente della Provincia sempre di Grosseto? Insomma Emilio Bonifazi “Dio, Gesu’ e Spirito Santo”. Mah! Misteri della politica nostrana.

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attilio regolo 22 Gennaio 2016 | 15:13 - 15:13

Ah, dimenticavo. In fin dei conti per passare da una poltrona all’altra non e’ poi cosi’ difficoltoso: basta attraversare di corsa un pezzetto di P.zza Dante e hopla’, il gioco e’ fatto.

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attilio regolo 22 Gennaio 2016 | 16:23 - 16:23

Si perche’ a fronte dei drammatici problemi che sta vivendo la societa’ civile quella dei politici di carriera nominati, da come sorridono in modo piu’ o meno stereotipato quasi da presa di giro per il popolino subalterno che non puo’ piu’ nemmeno votarli, sembra proprio un gioco divertente come quello dei “quattro cantoni” o se preferite delle “quattro poltrone” piu’ o meno intercambiabili a vita.

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