L’estate del 2016 è ancora lontanissima, ma già si annuncia una rivoluzione delle attività commerciali di Monte Argentario. Chi ha un fondo di proprietà del Comune in affitto e continua a mantenerlo nonostante il contratto risulti scaduto da oltre venti anni, non può andare più avanti. Per prolungarlo, deve partecipare ad una gara di appalto, che si terrà dopo il 31 marzo del prossimo anno, ad evidenza pubblica, e vincerla. Altrimenti dovrà lasciarlo e cercare un’altra soluzione. Insomma, non è escluso che negozi storici “passino la mano” o traslochino in altri locali. Così vuole la legge e così farà l’amministrazione comunale, che ha già proceduto ad una ricognizione complessiva dei fondi commerciali aventi locazioni/occupazioni attive per uniformare tutte le strutture ad un’unica tipologia contrattuale per adeguarla ai reali valori di mercato.
Ed è emerso che molti sono i locali con contratto di affitto scaduto, ciascuno dei quali dovrà essere messo all’asta. Per la precisione, a Porto Santo Stefano due si trovano sul lungomare dei Navigatori, tre in via Barellai, due in via Spaccabellezze, nove sul piazzale Candi, uno in via del Campone ed a Porto Ercole uno in via Campagnatico ed uno sul lungomare Strozzi. Infine, un’attività è ubicata sulla Strada Provinciale della Giannella nel Comune di Orbetello, ma di proprietà del Comune di Monte Argentario. La durata minima del contratto è di sei anni, con possibilità di rinnovo per altri sei anni e la base del canone di locazione mensile viene determinata in funzione dei prezzi praticati dal mercato, valutando le condizioni oggettive dell’immobile. I caratteri che influiscono sul valore di mercato degli immobili sono le condizioni esterne, le caratteristiche specifiche, il grado di finitura e le caratteristiche correlate con la redditività del fabbricato.
Il regolamento comunale prevede inoltre, nel caso di locazioni destinate ad attività commerciali e produttive, che il canone mensile da considerare quale importo a base d’asta è determinato da un tecnico comunale tenuto conto dei coefficienti rispetto all’ubicazione che può essere prospiciente al mare, in zone centrali, ma non direttamente prospicienti al mare, in zone periferiche dei centri abitati o in zone extraurbane o comunque distanti dai centri abitati almeno 300 metri; rispetto all’ampiezza (fino a 50 mq, da 50 a 200 mq, oltre 200 mq). Per quanto concerne la vetustà, si applica un coefficiente di degrado diverso per ogni anno decorrente dal sesto anno successivo a quello di costruzione, per i successivi 15 anni e gli ulteriori 30 anni. L’ultimo coefficiente è dato dallo stato di conservazione e manutenzione dell’immobile a seconda che sia normale, mediocre o scadente.

