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Bonifazi: “Rispetto la protesta, ma abbiamo speso oltre 1 milione per Principina”

di Redazione
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Ieri sera, oltre mille persone hanno manifestato a Principina a Mare per contestare l’amministrazione comunale di Grosseto, rea, secondo il corteo, di aver trascurato la località balneare.

Ho chiaramente il massimo rispetto di tutte le manifestazioni dei cittadini perché è un fatto democratico di innegabile importanza e perché certi spunti possono davvero essere di stimolo all’azione di un’amministrazione pubblica – commenta il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi -. Ma anche a chi protesta si chiede onestà, trasparenza di interessi e rispetto per il prossimo. Certi toni e certe affermazioni della protesta di Principina mi hanno lasciato perplesso ed è per questo motivo che ritengo utile un mio intervento chiarificatore. Non tanto per convincere chi non vuole essere convinto, quanto per potermi rivolgere a chi, in tutta onestà, chiede correttamente il meglio per un luogo che ama”.

Premesso che in tutte le cose e anche nella manutenzione di Principina, come di altre realtà del nostro territorio comunale, tutti vorremmo fare di più, ma ci confrontiamo quanto i cittadini con ostacoli burocratici e difficoltà finanziarie, nella località balneare in questione non siamo stati affatto con le mani in mano in questi anni di mia amministrazione – spiega Bonifazi -. Dal 2007 (primo anno economicamente di cui sono responsabile) abbiamo investito somme senza precedenti, oltre 1,2 milioni di euro. Oltre 330mila euro per l’arredo urbano e la cura delle pinete, come l’investimento sui pini malati già tra il 2010 e il 2012 per quasi 50mila euro. Dal 2007 abbiamo investito solo sulla salute e la viabilità nella pineta di Principina oltre 220mila euro. A luglio abbiamo concluso la parte più urgente di abbattimenti di pini malati (che verranno sostituiti da piante immuni al Matsucoccus) e certo sapevamo di provocare disagi, ma non abbiamo avuto la possibilità di intervenire prima altrimenti, evidentemente, lo avremmo fatto”.

E ancora quasi 180mila euro sull’illuminazione pubblica (150mila solo per viale Tirreno), ma vogliamo intervenire con un piano complessivo nel prossimo triennio perché il problema c’è; ed è reale. Circa 700mila euro li abbiamo invece spesi per strade, marciapiedi e barriere architettoniche (300mila euro solo per viale Tirreno, piazzale Tirreno e via del Delfino ma anche 90mila euro per le strade a sinistra e destra dello stesso viale centrale) – continua il sindaco di Grosseto -. E dopo l’estate partiranno importanti lavori sulle aree verdi di Marina e Principina (290mila euro, di cui 190mila dalla tassa di soggiorno), e il rifacimento di alcune strade (vie Triglia, Tinca, Capitone, Pesce Luna, Arselle e Meduse, per oltre 130mila euro, e a breve anche le vie Polipo, Cernia, Ombrina, Murene ed Ostrica saranno interessate da un investimento tra i 100 e i 150mila euro). La gran parte di quanto ho detto sono cose realizzate ed evidenti, il resto sono progetti già in corso di realizzazione o di imminente partenza”.

Per il resto non mi si vorrà certo far credere da parte di alcuni sponsor della protesta che sindaci, assessori e responsabili che mi hanno preceduto abbiano investito sui problemi cronici di Principina. O che è una novità che la frazione è stata costruita non da me intorno ad una un’unica strada centrale nel cuore della pineta, tra alberi che possono bruciare o ammalarsi e con radici che danneggiano continuamente la viabilità – conclude Bonifazi -. Gli errori si possono anche commettere, e certamente ne commettiamo, ma la malafede di alcuni che strumentalizzano qualsiasi aspetto negativo per colpire l’Amministrazione è un’altra cosa. Penso ad esempio al bancomat rotto, alla richiesta di un ufficio postale, di un punto di primo soccorso, di un eliporto, del distributore di benzina come se fosse il Comune a deciderle, a finanziarle e a realizzarle e non aziende e realtà diverse che fanno le loro valutazioni sulla base delle presenze durante tutto l’anno“.

L’intervento di Giuseppe Monaci

In merito al secondo corteo di Principina mi preme sottolineare alcune cose: una Giunta opera attraverso i suoi assessori e nessuno può distinguere l’azione dell’assessore Monaci da quella del sindaco Bonifazi – interviene Giuseppe Monaci, assessore comunale ai lavori pubblici -. Perciò non ritengo corretto attribuire a me un merito particolare per il programma di lavori pubblici che sto attuando, dato che le mie azioni dipendono dal denaro che il bilancio, votato dal consiglio comunale, mi mette a disposizione e dal consenso politico che ho per poterlo spendere”.

Il sindaco si interessa di Principina così come delle altre tematiche territoriali, ma poi sono io che per i lavori pubblici rappresento la mano operativa e quindi sono io che devo spiegarmi con i cittadini quando si manifesta un problema su questo tema. Così come l’assessore al bilancio Borghi, che è venuto con me in un sopralluogo notturno a Principina, condivide i capitoli di bilancio e poi attende che io operi la programmazione delle opere – continua Monaci -. Perciò sbaglia chi distingue meriti all’interno dell’amministrazione: siamo tutti nella stessa barca, nel bene e nel male. Constato piuttosto che le manifestazioni hanno avuto il risultato di raccogliere la rabbia della gente, che di motivi ne ha a bizzeffe oggi per essere nervosa, scontenta e adirata con le pubbliche amministrazioni perché esse non possono rispondere alle esigenze di servizi come una volta. Ma a mio modesto parere hanno anche prodotto una cattiva pubblicità per Principina”.

E poi, diciamolo: delle opere che io intendo realizzare, chiaramente esposte nella mia ‘lettera aperta’ di pochi giorni fa, non è cambiato niente. Io applico il programma di cui sono convinto e che mi ero prefissato, né di più né di meno – conclude l’assessore -. E se in altre frazioni, non solo del nostro Comune ma anche dei Comuni della provincia e di fuori provincia o regione, per esempio dei Comuni di residenza di molti villeggianti che hanno partecipato al corteo, volessimo organizzare cortei di protesta per i servizi insufficienti sono convinto che di cortei ne potremmo organizzare molti, con successo. Riflettiamo tutti su queste cose”.

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