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Accoglienza dei migranti: un protocollo tra Asl e Coeso per garantire la sicurezza di operatori e cittadini

di Redazione
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In merito all’interrogazione presentata al sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi dal consigliere di minoranza Fabrizio Rossi, la Prefettura, il Coeso Società della Salute e la Asl 9, l’una deputata all’accoglienza socio assistenziale, l’altra alla protezione sanitaria dei migranti, precisano quanto segue:

“Per far fronte all’arrivo dei migranti sul nostro territorio, è stato sottoscritto tra Coeso Società della Salute e Azienda sanitaria, previa verifica con la Prefettura, un protocollo operativo che definisce e dettaglia le azioni da compiere nelle varie fasi dell’ospitalità. E’ stato allestito a Grosseto un punto di prima accoglienza – la ex scuola materna della Rugginosa – dove i richiedenti asilo possono curare la propria igiene personale e riposare dopo l’estenuante viaggio affrontato. Al loro arrivo in struttura, l’Azienda sanitaria avvia un sistema di screening, via via più approfondito in base alle necessità del migrante, costruito sulle indicazioni nazionali e regionali e, rispetto a queste, intensificato dell’Azienda sanitaria di Grosseto per garantire al massimo la sicurezza. Inoltre, tutti gli operatori, compresi quelli socio assistenziali, sono dotati dei presidi di protezione individuale e addestrati a governare situazioni di emergenza”.

“Il sistema messo a punto – continuano la Prefettura e le direzioni di Coeso e Asl – si articola in varie fasi: un’immediata valutazione delle condizioni sanitarie dei migranti da parte dei medici del 118 che, dall’osservazione di dati sintomatici, possono richiedere l’eventuale diagnostica (attraverso analisi del sangue, ecografie, tac, ecc). Se dall’esame diagnostico risulta necessario, è prevista anche la possibilità di ricovero per la somministrazione di un’eventuale terapia. Ad oggi, tutti i richiedenti asilo che sono stati accolti sul territorio hanno affrontato i controlli previsti dal primo screening e circa 20 sono stati sottoposti a successivi approfondimenti; solo in pochi casi è risultato necessario il ricovero di qualche giorno. Fino ad oggi le patologie riscontrate sono state mal di gola, contusioni, eritemi solari e qualche malattia riconducibile alle carenze alimentari della prima infanzia, e comunque l’azienda sanitaria è in grado di gestire situazioni ben più complesse.

Sono state riscontrate anche diverse gravidanze, molte delle quali a seguito di stupro. In questi casi la migrante viene accompagnata in un percorso assistito fino al parto o, se richiesto dall’interessata, in quello per l’interruzione volontaria di gravidanza. In questi mesi, non si è registrato alcun caso di scabbia, tubercolosi, né altre malattie infettive o diffusive”.

Complessivamente – concludono – fin dalle prime assegnazioni del 20 marzo, nelle strutture messe a disposizione dal Comune di Grosseto, sono transitati 231 migranti, compresi i 6 arrivati questa mattina. Oltre al centro di prima accoglienza della Rugginosa, le strutture di alloggio temporaneo sono due: una in via Trento a Grosseto, che ospita oggi 23 migranti, l’altra a Batignano, dove sono alloggiate 30 persone. In questi mesi, dalla struttura di via Trento si è allontanata una famiglia di 3 persone, mentre 4 da Batignano. Dieci richiedenti asilo, invece, sono stati trasferiti fuori provincia, in strutture del circuito SPRAR  (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Nel Grossetano, al momento, non si ravvisa l’esigenza di attivare nuove strutture temporanea di accoglienza per migranti umanitari”. 

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