Domenica 28 settembre si svolgeranno le elezioni del nuovo Consiglio provinciale e sarà nominato il presidente che dovrà guidare il rinnovato organismo istituzionale.
A votare saranno i 28 sindaci della provincia di Grosseto e tutti i componenti dei vari consigli comunali maremmani.
Il nuovo Consiglio provinciale sarà formato da 10 membri, mentre il presidente sarà eletto da una cerchia comprendente i sindaci della provincia e i consiglieri provinciali uscenti.
Il Consiglio provinciale resterà in carica 2 anni, mentre il neopresidente ricoprirà l’incarico per quattro anni.
«In questi ultimi mesi, riferendomi alla nuova Provincia che nascerà il 28 settembre, ho parlato di Provincia dei Comuni, con la consapevolezza profonda che non si trattava di uno slogan – spiega il presidente della Provincia, Leonardo Marras -. Adesso, voglio illustrare in concreto cosa questo può significare per le comunità locali. La Provincia di Grosseto presenterà un carnet di strumenti di servizio per i Comuni, specie i più piccoli, che potranno essere attivati attraverso convenzioni. In pratica, la Provincia si evolverà sempre più nella logica di un centro servizi, per svolgere funzioni che gli Enti locali non ce la fanno a sostenere da soli: dall’ufficio stampa e comunicazione alla stazione appaltante e ufficio gare, dai servizi informatici evoluti alla pianificazione urbanistica, fino all’assistenza alla progettazione e alla rendicontazione in ambito di progetti comunitari».
«La Provincia dei Comuni avrà anche questo tipo di caratteristiche, ma non solo – continua Marras -. Il ruolo degli Enti locali, infatti, sarà centrale rispetto ai nuovi equilibri istituzionali che si verranno a creare tra Regione e territori, complice un processo di ricentralizzazione a Firenze delle funzioni esercitate dalle vecchie Province. Per non rimanere comprimari di un processo già avviato, occorre da parte dei Comuni grande consapevolezza del proprio ruolo di rappresentanti delle istanze del territorio nel suo complesso, evitando la logica della frammentazione degli interessi per avere peso istituzionale e politico. Oggi, quindi, non è decisivo indugiare sulle regole, sul nuovo statuto o sulle modalità di elezione, ma dare gambe alla nuova Provincia dei Comuni, per continuare a garantire al territorio una rappresentatività forte. Dipenderà molto dalla capacità di restare uniti: è questa la grande responsabilità che si dovranno assumere i Comuni».
«In questa logica va salvaguardata la dimensione territoriale delle politiche di sviluppo, per continuare a prendere qui le decisioni più importanti che riguardano il territorio – conclude il presidente della Provincia -. È il tema strategico di una cabina di regia unica per capitalizzare i prossimi 7 anni di programmazione comunitaria, dai piani di sviluppo rurale e dai fondi strutturali. Noi crediamo in questo percorso e lo stiamo ponendo all’attenzione dei Comuni per capire se c’è condivisione. Si tratta, comunque, di fare scelte di grande cambiamento creando nuovi modelli organizzativi che se daranno le risposte attese, potrebbero diventare un riferimento nel nuovo assetto istituzionale della Toscana».
Le convenzioni tra Provincia e Comuni
Nel dettaglio, ecco le materie oggetto delle convenzioni tra i Comuni e la Provincia:
- ufficio per i procedimenti disciplinari;
- organismi di valutazione;
- formazione ed informazione in materia di controlli, trasparenza ed anticorruzione;
- stazione unica appaltante ed ufficio gare;
- comunicazione ed ufficio stampa;
- avvocatura;
- conservazione sostitutiva documentale;
- ufficio unico concorsi;
- formazione ed aggiornamento nell’ambito del Polo della conoscenza di cui alla RPP 2014/2016 (progetto con il Polo universitario grossetano);
- servizi informatici;
- pianificazione territoriale comunale;
- cartografia, web e gis;
- assistenza alla progettazione e rendicontazione in ambito di progetti comunitari.

