Apre ufficialmente domani, alle 19, il Museo della vite e del vino di Roccastrada, che funzionerà anche da Infopoint turistico e centro di valorizzazione dei prodotti del territorio.
Questa estate la riapertura è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra Comune e il Comitato festeggiamenti della Pro Loco Roccastrada, che gestirà il museo. Prezioso anche il contributo, poi, del Consorzio Ccn Roccastrada La Tua Bottega, del Comitato Festa nell’Aia e della Strada del Vino e dei Sapori Monteregio.
“Diamo di nuovo ai cittadini e ai turisti un luogo importante e suggestivo – spiega Francesco Limatola, sindaco di Roccastrada –, che vuole raccontare i sapori e la storia del nostro territorio. E lo faremo grazie alla preziosa collaborazione con le associazioni di volontariato che rendono ricca e vitale la nostra comunità. Come avevamo detto in campagna elettorale, saranno loro i nostri consulenti permanenti nella pianificazione delle azioni di promozione del territorio”.
Il museo è stato realizzato dal Comune di Roccastrada con il duplice obiettivo di valorizzare la storia della viticoltura nella zona e far conoscere l’attività produttiva attuale, le tecniche e gli strumenti in uso. Ubicato nel centro storico del paese, è ricavato dall’antica “Galleria dei Colò” le cui caratteristiche fisiche, gli spazi imponenti, le gallerie scavate nella roccia, ne fanno una struttura di per sé vocata a tale destinazione.
“Il museo è un tassello importante del progetto cui abbiamo dato il nome ‘Roccastrada Doc’ – continua Limatola –: una strategia di comunicazione che offra le nostre risorse ricettive e i nostri prodotti di qualità nelle forme qualitativamente migliori. Vogliamo mettere insieme tutte le imprese dell’accoglienza che già fanno azioni individuali e riportarle, senza cercare di omologarle, in un sistema comune”.
Il museo
L’ingresso al museo, nella piazza dell’Orologio, accoglie i visitatori con pannelli esplicativi, foto, reperti storici e testimonianze di vecchi contadini. Proseguendo, si ammirano tutte le etichette della dei vini della zona fino a giungere alla terrazza esterna da cui la vista spazia su un panorama unico, di campagne, colline, paesi medievali e macchia mediterranea. Scendendo pochi gradini scavati nella viva roccia trachitica, si accede poi alla cantina sotterranea dove è stata ricostruita la galleria di una miniera e sono custoditi gli antichi strumenti contadini a simboleggiare le due principali attività economiche della zona: l’agricoltura e l’escavazione di minerali.

