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Edilizia in forte sofferenza: incontro a Palazzo Aldobrandeschi con i firmatari del Protocollo siglato nel 2012

di Cristina Zammataro
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Si è svolto questa mattina, a Palazzo Aldobrandeschi, l’incontro convocato dalla Provincia di Grosseto con i firmatati del Protocollo d’intesa sull’edilizia. A distanza di 1 anno circa dalla sottoscrizione dell’accordo, l’incontro è stato l’occasione per  una verifica sullo stato dell’arte in vista del proseguo degli impegni assunti.

La situazione di crisi che aveva registrato nel 2012 il settore dell’edilizia  – dichiara Leonardo Marras, presidente della Provincia di Grosseto  – è nettamente peggiorata nei primi mesi del 2013. Quello che è emerso da questo incontro è un quadro di forte sofferenza. Qualche anno fa, infatti, in provincia di Grosseto avevamo un mercato immobiliare privato ricco e un mercato pubblico ben strutturato. Oggi il mercato privato delle nuove costruzioni è completamente azzerato, quello delle ristrutturazioni registra un calo vistoso e il mercato pubblico si è ridotto del 60%”.

E’ quindi indispensabile – continua Leonardo Marras – tenere aperto il tavolo istituito un anno fa da Provincia e Camera di Commercio con le forze sociali, i sindacati, le associazioni di categoria e gli altri Enti locali. Questo ci consente di monitorare in modo costante la difficile situazione, e soprattutto di verificare il rispetto degli impegni assunti da tutti i firmatari del Protocollo per sostenere le imprese del territorio. Una importante boccata di ossigeno potrebbe arrivare dal decreto Legge 32/2013 sul patto di stabilità, che sembrerebbe aprire alcuni spazi per lo sblocco di una parte dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle aziende. Tutto dipende dal tipo di interpretazione della norma: se, infatti, lo sblocco riguarderà solo i debiti contratti nel 2012, per la Provincia di Grosseto non cambierà assolutamente niente, perché  li abbiamo già pagati liquidando fatture per un totale di circa 10 milioni di euro. Se invece sarà consentito uno spazio finanziario più ampio, che comprende anche l’anno in corso, per noi significherebbe poter pagare un milione e 700mila euro di fatture ancora bloccate dal Patto di stabilità, liquidare i lavori in corso  e attivare nuove opere pubbliche per un totale di 15milioni di euro, che in una situazione di forte depressione e di mancanza di liquidità come la nostra significherebbero davvero tanto.”

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