“Numerosi animali sono in grado di riprodursi in situazioni di grave malessere, basti pensare agli allevamenti intensivi di ogni tipo, dove anzi il tasso riproduttivo è altissimo. Il trasporto di un animale in fase finale di gravidanza inoltre è già di per sé un fattore di rischio e di stress. La nascita di un cammello all’American Circus non è dunque un segno di benessere degli animali, ma l’ennesima conferma della mancanza di opportune attenzioni in un contesto dove le creature viventi sono viste come semplici mezzi di spettacolo e non come esseri senzienti”.
La Lav commenta così la notizia del parto del cammello bianco, avvenuto in questi giorni a Grosseto, e dichiara di attendere ancora un atto del sindaco Emilio Bonifazi per modificare in senso restrittivo l’ordinanza che regola l’attendamento dei circhi, così come richiesto all’unanimità dal consiglio comunale con la mozione del 12 dicembre scorso.
“La Cites, organo di controllo ufficiale in materia, – continuano gli esponenti dell’associazione – specifica tra l’altro dal 2010 nelle Linee Guida per il mantenimento degli animali nei circhi e nelle mostre itineranti che ‘le indicazioni inerenti i requisiti minimi non devono essere considerate come una giustificazione o un invito a mantenere determinate specie nei circhi. In particolare, si raccomanda che in futuro non vengano più detenute le specie in via di estinzione o il cui modello gestionale non è compatibile con la detenzione in una struttura mobile quali, ed in particolare: primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci’”.
“E’ tempo che il sindaco espliciti la sua posizione – afferma Giacomo Bottinelli, responsabile Lav Grosseto – e dichiari apertamente la sua posizione in merito allo sfruttamento degli animali nei circhi, senza nascondersi dietro presunti problemi normativi. Se Bonifazi avesse infatti rilevato l’inapplicabilità delle richieste della mozione sui circhi avrebbe dovuto avere il coraggio di opporsi a priori, mentre invece ha votato a favore, salvo poi rifiutarsi di mettere in atto quanto deciso dal consiglio comunale, massimo organo di rappresentanza dei grossetani democraticamente eletto”.

