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Concordia, l’allarme di Legambiente: “La nave potrebbe rimanere per sempre al Giglio”

di Roberto Lottini
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Legambiente torna ad esprimere la propria preoccupazione per l’effettiva conclusione del progetto relativo alla rimozione del relitto della Costa Concordia dalle acque dell’Isola del Giglio.

“Siamo perplessi e preoccupati sulla reale ultimazione del progetto di rimozione della nave e sulla sua definitiva messa in sicurezza. Pur rispettando il difficile compito dell’Osservatorio e apprezzando il lavoro fin qua svolto – ha affermato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente -, continuiamo ad assistere al protrarsi dei tempi e al susseguirsi di problematiche che rendono sempre meno applicabile il progetto di rimozione scelto”.

“Non aiuta in tal senso – continua il presidente dell’Associazione del Cignonemmeno l’evidente insufficienza del decreto anti inchini che dimostra come, nonostante le 32 vittime, l’amarissima lezione non sia stata ancora recepita dalle autorità competenti. Come risulta inaudito che a oggi ancora non si sappia dove sarà portata la nave e se, e quando, sarà rimossa definitivamente.

Proprio per questo, Legambiente ha consegnato oggi alle istituzioni coinvolte (ministro dell’Ambiente, capo Protezione Civile, presidente regione Toscana, osservatorio Concordia, presidente Provincia Grosseto e sindaco dell’Isola del Giglio), dieci domande sulle forti perplessità che nutre riguardo al progetto.

“Chiediamo alle autorità nazionali un atteggiamento più incisivo – conclude Cogliati Dezzaper evitare che questa tragedia possa divenire anche un disastro ambientale. Per questo Legambiente ha inviato la nota dove pone domande precise sul progetto di rimozione: ‘Il progetto è definitivo? Chi lo ha approvato ufficialmente? Sono stati fatti sondaggi per verificare lo stato del fondale prima della presentazione del progetto stesso? Non c’è un evidente rischio di rottura?’”

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