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Grosseto maglia nera in Toscana per puntualità nei pagamenti ai fornitori

di Cristina Zammataro
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Nel terzo trimestre 2012 solo il 42,7% delle imprese grossetane (contro il 46,15% del 2011) ha saldato entro i termini contrattuali le fatture ai propri fornitori. Una performance che vale l’ultimo posto in Toscana nella classifica delle province più puntuali. È quanto risulta dallo Studio Pagamenti 2012 in Toscana relativo al terzo trimestre 2012 di CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nella business information.

Nel dettaglio, a fronte del 42,7% di imprese puntuali, la situazione al 30 settembre 2012 in provincia evidenziava un 51,2% di imprese in ritardo moderato che hanno saldato le fatture fino a 30 giorni oltre i termini concordati. Il 3,7% ha invece pagato i propri partner commerciali con un ritardo compreso tra i 30 e i 60 giorni oltre la scadenza, l’1,3% tra 60 e 90 giorni.

Il ritardo grave, infine, riguarda una fascia molto contenuta di imprese, precisamente lo 0,6% del totale che hanno onorato gli impegni oltre 90 giorni medi e lo 0,4% oltre i 120 giorni.

La performance di Grosseto risulta peggiore sia della media regionale, che si ferma al 47,6% di imprese puntuali, sia di quella nazionale, che si attesta su percentuali analoghe di buoni pagatori (47,3%).

In Toscana, nella classifica delle province più puntuali si aggiudicano i primi tre posti Arezzo (54,9%), Pistoia (50%) e Siena (48,7%), seguono Lucca (48,2%), Firenze (47,6%), Pisa (46,6%), Prato (45,8%), Livorno (44,9%), Massa e Carrara (42,9%) e Grosseto (42,7%).

La crisi economica ancora irrisolta continua a pesare sulle imprese della Toscana, che nonostante si comportino meglio della media del Centro Italia (44,6%) sono in linea con la non troppo lusinghiera media nazionale (47,3%) per quanto riguarda il rispetto dei tempi di pagamento verso i fornitori: a settembre 2012 infatti solo il 47,6% (contro il 46,7% del 2011) risultava puntuale, il 46,3% aveva saldato entro un mese di ritardo, il 3,7% tra i 30 e i 60 giorni, l’1,5% tra i 60 e i 90 giorni, lo 0,5% tra i 90 e 120 giorni, lo 0,4% oltre il limite dei 120 giorni.

Nonostante il lieve recupero rispetto all’anno scorso, restano ancora lontani i livelli pre-crisi: in quattro anni la percentuale di imprese virtuose è passata dal 51,8% del 2008 al 47,6% attuale.

Il fatto che la percentuale di imprese che ritarda i pagamenti sia rimasta quasi invariata negli ultimi mesi non deve trarre in inganno – commenta Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&B –  Sono infatti molte le imprese che hanno incorporato i ritardi nei terminicontrattuali, concedendo dilazioni nei pagamenti ai propri clienti e, soprattutto, sono molte le imprese che hanno riscontrato insoluti. A questo riguardo, secondo il nostro Osservatorio sul Credit Management oltre il 75% delle imprese ha avuto un insoluto significativo e quasi il 50% ha avuto un insoluto significativo da clienti con un’anzianità maggiore di 3 anni, cioè proprio da quei clienti ai quali si concede maggiore fiducia, accordando termini più lunghi ed esponendosi maggiormente sul piano finanziario. Riteniamo però che le imprese stiano reagendo nel modo giusto, investendo per rendere più efficaci i processi e le policy per la gestione del credito e dei pagamenti. Quindi, un intervento non a costo zero, ma che potrà dare benefici concreti anche dopo la fine della crisi“.

In riferimento alla dimensione aziendale, le imprese toscane mostrano abitudini di pagamento molto divergenti. Le micro realtà vantano i comportamenti più equilibrati, con il 51% di pagatori puntuali. Performance accettabile anche per le piccole imprese, puntuali nel 40,7% dei casi, mentre è ben più critica la situazione delle medie imprese (29,7% di imprese puntuali) e soprattutto delle grandi, regolari solo nel 15,8% dei casi. Notevoli sono anche le differenze fra i diversi settori. Le migliori performance si riscontrano nei Servizi vari e in quelli finanziari, rispettivamente con il 53,6% ed il 56,2% di “buoni pagatori”. Si distinguono per i valori più bassi invece il commercio al dettaglio con il 41,7% di imprese puntuali e l’edilizia, con il 44%.

In questo contesto il contributo di CRIBIS D&B è, in primo luogo, quello di supportare le imprese con strumenti e informazioni per la gestione del portafoglio clienti e dei pagamenti commerciali conclude Preti –  ma, in un’ottica più generale, il nostro ruolo è anche quello di contribuire a rendere più trasparente il mercato. Soluzioni come CRIBIS iTRADE, che prevedono la condivisione di informazioni sui pagamenti al fine di identificare un profilo dell’impresa come pagatore oltre a mettere a disposizione strumenti di analisi e monitoraggio, possono infatti rendere il mercato più trasparente, referenziando le imprese che hanno comportamenti di pagamento affidabili e contribuendo ad identificare quelle meno virtuose“.

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