Table of Contents
Grosseto. Dalle rocce vulcaniche di Roccatederighi alle profondità insondabili degli abissi.
È questo il viaggio che gli spettatori di “Lettera dagli abissi”, l’ultimo lavoro di Masiar Pasquali, potranno fare venerdì 21 agosto, alle 21.30, in piazza della Torre (in caso di maltempo, l’evento si terrà al centro civico di via Roma) con la seconda rappresentazione, a ingresso gratuito e senza necessità di prenotazione, dello spettacolo che racconta una storia familiare intrecciata all’esplorazione del punto più profondo della terra.
Lo spettacolo
Dopo il debutto a Casa Esagono, a Baratti, che è stato accolto da oltre 100 persone, “Lettera agli abissi” arriva in provincia di Grosseto. Lo spettacolo è ispirato alla storia vera di Auguste e Jacques, padre e figlio, che lavorano alla costruzione di un batiscafo con cui, negli anni Sessanta, viene raggiunto il fondo della Fossa della Marianne. Un’opera ancora in divenire, che Pasquali propone in forma di prova aperta è che ha fatto il suo debutto pochi giorni fa a Baratti. Forte del successo ottenuto con il podcast autoprodotto “Il buco – Pionieri dell’eroina”, premiato come terzo miglior podcast italiano di narrazione a ilPod2025 e con cui ha realizzato un tour di 25 date in tutta Italia, Pasquali torna a raccontare una storia che muove i passi da una vicenda realmente accaduta, per andare poi a esplorare gli aspetti più intimi dell’essere umano.
“Lettera dagli abissi”. Buio assoluto. Temperatura esterna: un grado. Pressione: novecento volte superiore a quella della terraferma. Jacques sta scendendo nel fondo della Fossa delle Marianne rinchiuso in una sfera di acciaio di due metri di diametro. È il 1960. A 9.000 metri di profondità sente uno schianto e il rumore di qualcosa che si incrina. Mancano ancora 1.994 metri prima di toccare il fondo. Perché si trova lì e cosa lo ha spinto a rischiare la vita in quel modo?
“Lettera dagli abissi” racconta la storia di due esploratori che ricalcano i passi dei protagonisti dei romanzi di Jules Verne. La loro però è una storia vera, celebrata sul momento e passata poi sotto traccia. Sono gli artefici delle più grandi conquiste mai perseguite dall’uomo. Sono padre e figlio. Jacques, oltre a essere un esploratore dei mari, è figlio di uno dei più grandi pionieri dei cieli. Da piccolo vede il padre sempre di spalle: indaffarato nel suo studio o quando parte per una spedizione. La loro è una distanza fisica, intellettuale ed emotiva. Nell’abisso più profondo del globo terracqueo immagina di scrivere una lettera al padre in cui ripercorre e si interroga sul rapporto padre-figlio.
Masiar Pasquali
Cresce a Follonica per poi trasferirsi tra Milano, Londra, Parigi e New York, dove lavora. Studia recitazione, organizzazione dello spettacolo dal vivo, fotografia e videomaking e inizia la sua carriera molto giovane al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Pubblica sui principali quotidiani e magazine italiani e stranieri (“New York Times”, “Le Monde”, “Corriere della Sera”, “la Repubblica”, “Il Sole24ore”, “Vanity Fair”) ed è il fotografo ufficiale del Piccolo Teatro di Milano. Da oltre 10 anni sviluppa progetti di storytelling di tipo socio-antropologico su persone e piccole comunità. Attualmente vive e lavora a Milano come fotografo, videomaker e storyteller.
Prossimi appuntamenti
“Lettera degli abissi” prosegue il suo viaggio domenica 23 agosto a Villa Santa Giulia a Piombino.
Nella foto: la prima rappresentazione di “Lettera dagli abissi” di Masiar Pasquali

