Table of Contents
Ansedonia (Grosseto). Non una semplice rappresentazione storica e neppure un Giulio Cesare costruito secondo i canoni del teatro tradizionale.
“Giulio Cesare – Aquila in volo”, nuova creazione del regista Francesco Tarsi, arriva dal 22 al 24 agosto, alle 18.30, nell’antica Città di Cosa, ad Ansedonia, all’interno del Parco archeologico e precisamente nella suggestiva area dell’Arce.
Un luogo che non farà soltanto da sfondo allo spettacolo, ma entrerà pienamente nella rappresentazione.
I resti monumentali dell’antica colonia romana, il paesaggio che si apre dall’altura di Ansedonia e la luce del tardo pomeriggio accompagneranno infatti gli spettatori in un’esperienza teatrale nella quale archeologia, paesaggio e azione scenica diventano parte dello stesso racconto.
Lo spettacolo
È proprio qui, fra le testimonianze dell’antica Cosa e uno dei panorami più affascinanti della costa maremmana, che Tarsi sceglie di far rivivere la figura di Gaio Giulio Cesare, osservandola attraverso parole, immagini e testimonianze provenienti da epoche differenti.
Lo spettacolo attraversa Shakespeare, Plutarco, Svetonio, Cicerone, John Florio e altre fonti, facendo emergere un Cesare che va oltre la consueta immagine del condottiero e dell’uomo politico. Un personaggio complesso, attraversato dal potere, dall’ambizione, dal destino, dagli affetti e dal rapporto con coloro che lo circondano.
Un teatro che rompe spazio e tempo
Francesco Tarsi definisce questa ricerca “teatro quantico”: una concezione scenica volutamente non convenzionale, nella quale il racconto non procede secondo una successione lineare e prevedibile.
Tempi diversi possono convivere nello stesso momento teatrale; personaggi e voci appartenenti a epoche differenti entrano in relazione; l’azione si sposta nello spazio e cambia continuamente punto di osservazione.
Lo spettatore non assiste quindi a una ricostruzione storica tradizionale, ma viene accompagnato dentro una composizione di frammenti, memorie, parole, apparizioni e azioni sceniche che progressivamente costruiscono l’immagine di Cesare.
Il teatro torna così a una delle sue forme più antiche: un rito collettivo, nel quale interpreti, luogo e pubblico condividono lo stesso spazio e partecipano alla costruzione dell’esperienza.
A rendere ancora più particolare il progetto è l’incontro fra interpreti di lunga esperienza e una nuova generazione di artisti provenienti dalla formazione teatrale e performativa. Lettura espressiva, recitazione e musica dal vivo convivono all’interno dello stesso impianto scenico, alternando registri e linguaggi differenti.
L’aquila, scelta come immagine simbolica dello spettacolo, richiama naturalmente Roma e la sua storia, ma per Tarsi diventa anche qualcosa di ulteriore: una figura capace di elevarsi, cambiare prospettiva e osservare dall’alto ciò che normalmente viene percepito soltanto da un unico punto di vista.
Ed è proprio questo movimento dello sguardo a caratterizzare “Aquila in volo”: tornare a Giulio Cesare senza limitarlo alla celebrazione del personaggio storico, interrogandone invece il mito, le contraddizioni e la straordinaria permanenza nell’immaginario occidentale.
Gli interpreti
In scena Davide Braglia nel ruolo di Marco Antonio, Michela Azzolini in quello di Calpurnia, Giovanni Crimini nei ruoli di Cicerone e Cassio, Pietro MacDonald nel ruolo di Bruto, Annalisa Galvagni (nella foto) nei ruoli di Porzia e Aurelia e Claudio Spinelli nel ruolo del biografo.
La rappresentazione sarà accompagnata da musiche eseguite dal vivo, mentre Giovanni Rossetti seguirà il progetto come fotografo di scena.
“Giulio Cesare – Aquila in volo” fa parte dell'”Estate rosellana 202″6, giunta alla sua quarantesima edizione, ed è una produzione dell’associazione Polis 2001, ideata e diretta da Francesco Tarsi.
Biglietti
Adulti 15 euro, studenti 10 euro
Info e prenotazioni
Associazione Polis 2001 – Cell. 371.5353988 o 347.2299737, e-mail associazionepolis2001@gmail.com

