Home Notizie dagli EntiGeotermia, Marras risponde al sindaco: “Preoccupazioni legittime, anche se tardive”

Geotermia, Marras risponde al sindaco: “Preoccupazioni legittime, anche se tardive”

di Redazione
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La nostra posizione non è cambiata: difenderemo come sempre il territorio, perché siamo a favore dello sviluppo, ma a patto che sia sostenibile e possa conciliarsi con le vocazioni del territorio. Era noto, purtroppo, che l’individuazione delle aree non idonee, pur avendo l’effetto sostanziale di impedire la realizzazione delle centrali, non avrebbe potuto limitare la ricerca, che per legge è libera, e la trasformazione del territorio non così significativa da costituire un’azione incompatibile con l’ambiente ed il paesaggio. Ma, pur essendo tutto chiaro sin da subito, le preoccupazioni di oggi sono legittime e aiutano tutti a tenere alta la guardia“. Così Leonardo Marras, assessore regionale, interviene in risposta al sindaco di Scansano Francesco Marchi.

“Ci tengo a dire che abbiamo tentato comunque di resistere – prosegue Marrase di approfondire giuridicamente ogni strada per non concedere la compatibilità ai permessi di ricerca, perché a tutti pare illogico dire: ‘Vai avanti con la ricerca, ma sappi sin d’ora che non potrai realizzare l’eventuale centrale al termine delle indagini’. Per scrupolo l’assessore Monni, prima di adottare, la delibera ha chiamato i sindaci dei Comuni coinvolti, purtroppo il sindaco di Scansano non era disponibile a parlarle per una decina di giorni a differenza degli altri che hanno avuto invece la possibilità di confrontarsi con lei; anche la reazione questi giorni appare un po’ tardiva, ma forse è tutto frutto dei reali impegni gravosi che in questo momento così delicato di fine del mandato ha il sindaco Marchi”.

Raccolgo comunque il suo invito a continuare la battaglia – conclude Marrase a stare vigili e accanto alla comunità che ha espresso con forza la contrarietà alla realizzazione di impianti in un territorio la cui vocazione agricola e turistica non può essere violata da infrastrutture aliene come lo sarebbe una centrale geotermica”.

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Michele 29 Maggio 2021 | 07:30 - 07:30

Pozzi “esplorativi” di 3000 metri che possono danneggiare le falde acquifere e che richiedono uso di cemento e immissioni di sostanza chimiche per essere realizzati “non costituiscono azioni incompatibili con l’ambiente e il paesaggio”? Queste imprese spendono milioni di euro per la curiosità di esplorare, sapendo che poi la risorsa non si può utilizzare? Marras, ma che ci racconti?

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