Home Costa d'argentoCasa di comunità Hub, Spi Cgil: “Accessibilità e orari dei servizi vanno potenziati”

Casa di comunità Hub, Spi Cgil: “Accessibilità e orari dei servizi vanno potenziati”

Il sindacato chiede un accordo tra Comune e Asl per aumentare i posti auto riservati agli utenti

di Redazione
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Grosseto. Lo Spi Cgil Grosseto interviene sulla situazione della Casa di comunità Hub di Porto Santo Stefano, struttura che dovrebbe rappresentare un presidio fondamentale per la sanità territoriale dell’Argentario, soprattutto in una fase segnata anche dalla carenza di medici di medicina generale.

Secondo il sindacato dei pensionati della Cgil, però, per rendere davvero efficace il servizio servono interventi concreti su due fronti: l’accessibilità alla struttura e l’ampliamento degli orari di apertura dei servizi, a partire dal Cup e dall’ambulatorio infermieristico.

«La Casa di comunità Hub deve essere un punto di riferimento facilmente raggiungibile per cittadini, anziani e persone fragili — dichiara Vincenzo Legler (nella foto), segretario dello Spi Cgil Lega Argentario —. Oggi i posti sono troppo pochi. È necessario che siano incrementati, perché chi deve accedere ai servizi non può essere costretto a cercare parcheggio lontano o a sostenere costi aggiuntivi solo per una visita o una prenotazione».

Il tema dei parcheggi, sottolinea lo Spi Cgil, non è secondario. Gli utenti possono recarsi alla Casa di comunità per una semplice prenotazione al Cup, ma anche per visite, controlli o prestazioni che richiedono una permanenza più lunga. In un’area dove il parcheggio nelle vicinanze può essere difficile da trovare e dove sono presenti praticamente solo strisce blu, l’accesso ai servizi sanitari rischia di trasformarsi in un ulteriore peso economico.

«Ci risulta che la tariffa del parcheggio sia di 3 euro all’ora — prosegue Legler salvo l’esposizione del bollino rosso riservato ai residenti, che dà diritto alla gratuità per un’ora. Ma quel bollino va richiesto e chi non è residente non può ottenerlo. Per questo chiediamo che Comune e Asl trovino rapidamente un accordo per mettere a disposizione un numero adeguato di parcheggi riservati agli utenti della Casa di comunità».

Accanto alla questione dell’accessibilità, lo Spi Cgil pone il problema degli orari e della piena operatività della struttura. Il Cup, secondo quanto segnalato, risulterebbe aperto solo alcune ore per due giorni alla settimana, mentre diversi servizi funzionerebbero ancora a regime ridotto.

«Il valore delle Case di comunità sta anche nella possibilità di trovare più risposte nello stesso luogo — afferma Alda Cardelli, responsabile del dipartimento sociosanitario e sanità dello Spi Cgil Grosseto —. Se un cittadino esce dallo studio medico con una prescrizione, deve poter prenotare nella stessa sede una visita specialistica o un esame. Uno dei cardini su cui muove il sistema della case di comunità: poter prenotare dove si prescrive. Ma questo non è possibile se il Cup resta chiuso per la maggior parte della settimana».

Per lo Spi Cgil, la recente carenza di medici di base rende ancora più urgente rafforzare la funzione della Casa di comunità, che deve poter offrire risposte più ampie e continuative alla popolazione. La copertura quotidiana garantita anche dalla continuità assistenziale, l’ex guardia medica, rappresenta un elemento importante, ma non sufficiente se gli altri servizi non sono pienamente disponibili.

«Sappiamo che le difficoltà possono essere legate anche alla mancanza di personale — aggiunge Cardelli —. Ma proprio per questo è necessario fare uno sforzo in più. Siamo ancora lontani dall’ampia presenza di servizi che una Casa di comunità Hub dovrebbe garantire. Potenziare gli orari, rendere più stabile l’apertura degli ambulatori e assicurare un accesso semplice significa dare una risposta concreta ai bisogni di salute del territorio».

Lo Spi Cgil Grosseto chiede quindi un confronto rapido tra Comune di Monte Argentario e Asl Toscana sud est per individuare soluzioni immediate sia sul fronte dei parcheggi sia su quello dell’organizzazione dei servizi.

«La sanità territoriale deve essere vicina alle persone non solo sulla carta — concludono Legler e Cardelli —. La Casa di comunità di Porto Santo Stefano deve poter lavorare con continuità, non a giorni alterni, e deve essere accessibile a tutti, residenti e non residenti. Chiediamo all’amministrazione di intervenire per aiutare a dare risposte concrete a cittadine e cittadini, perché questo presidio possa svolgere davvero il ruolo per cui è stato pensato».

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