Home Grosseto“Parchi sicuri per bambini e politiche vere per adolescenti”: ecco le proposte di Grosseto Città Aperta

“Parchi sicuri per bambini e politiche vere per adolescenti”: ecco le proposte di Grosseto Città Aperta

De Martis: "Grosseto diventi una città educante"

di Redazione
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Grosseto. Martedì 28 luglio sarà discussa la mozione depositata da Grosseto Città Aperta su parchi gioco, disagio giovanile, educativa di strada e spazi di aggregazione per preadolescenti e adolescenti.

“Questa mozione nasce dai parchi gioco, ma non parla solo di parchi gioco – dichiara Carlo De Martis, capogruppo di Grosseto Città Aperta –. Parla del modo in cui una città si prende cura dei bambini, delle famiglie e degli adolescenti. Manutenzione, pulizia, sicurezza, servizi pubblici, politiche giovanili, scuola, sociale, sport e cultura non sono questioni separate: sono dimensioni diverse di una stessa realtà, che richiedono uno sguardo trasversale e una risposta amministrativa coordinata, capace di mettere in relazione competenze, servizi e responsabilità”.

La mozione

La mozione parte da un dato concreto: accanto ad alcune “isole felici”, molti parchi pubblici del capoluogo e delle frazioni versano in condizioni indecorose, sia per lo stato dei giochi e degli arredi, spesso vecchi o danneggiati, sia perché usati in modo improprio da gruppi di giovani che si lasciano dietro bottiglie di alcolici, mozziconi, vetri rotti, rifiuti e strutture vandalizzate.

Per questo Grosseto Città Aperta chiede una mappatura complessiva dei parchi gioco comunali, da realizzare ascoltando genitori, residenti, scuole, associazioni e comitati. Ogni parco ha dinamiche diverse: ci sono luoghi segnati soprattutto dal vandalismo notturno e altri in cui la compresenza tra bambini piccoli e gruppi di preadolescenti e adolescenti può limitarne la fruizione. Servono dati, ascolto e interventi mirati.

La mozione impegna sindaco e Giunta a rafforzare la pulizia dei parchi, intensificando il servizio svolto dalla società Sistema, e a predisporre una pianificazione pluriennale di manutenzione, rinnovo e riqualificazione delle aree gioco, con priorità, tempi e risorse non affidate a disponibilità di bilancio occasionali.

Accanto alla cura materiale degli spazi, Grosseto Città Aperta pone però un tema politico più ampio.

“Chi danneggia un bene pubblico deve essere richiamato alla propria responsabilità – rimarca De Martis. Ma non possiamo ridurre il rapporto tra adolescenti e istituzioni a telecamere, multe, divieti e allontanamenti. Il disagio giovanile non nasce dal parco vandalizzato: lì diventa visibile. Una politica che vede gli adolescenti solo quando disturbano è una politica miope, incapace di svolgere fino in fondo il proprio ruolo. Alla politica compete tanto riparare i giochi rotti quanto riparare il rapporto tra adolescenti e città”.

“A Grosseto questo è ancora possibile. Nel nostro Comune si contano circa 7.500 tra preadolescenti e adolescenti: numeri abbastanza grandi da giustificare una politica pubblica specifica, ma abbastanza contenuti da rendere realistici modelli mirati, fatti di mappature, équipe educative leggere, presidi territoriali anche mobili, rete con scuole, associazioni e servizi – si legge in una nota della lista civica. Grosseto ha aree gioco per i bambini piccoli e luoghi di socialità per adulti, ma non ha ancora una politica strutturata per quella fascia d’età che ha bisogno di incontrarsi, sperimentare, praticare attività informali, essere ascoltata, costruire relazioni positive e riconoscersi come parte della comunità. Una città che non offre spazi riconoscibili, gratuiti, accessibili, non selettivi, non prestazionali e non commerciali agli adolescenti finisce per ritrovarli negli spazi sbagliati. Il parco giochi viene occupato anche perché è uno dei pochi luoghi pubblici disponibili: è gratuito, visibile, accessibile, dotato di arredi. Ma è pensato per un’altra fascia d’età. Da qui nasce il conflitto. Una città più sicura, per Grosseto Città Aperta, non è una città in cui ragazze e ragazzi spariscono dagli spazi pubblici. È una città in cui gli spazi pubblici sono vissuti, curati, attraversati da relazioni positive”.

Per questo la mozione chiede di mettere a regime permanente l’educativa di strada, riprendendo le esperienze virtuose di Street’s Rooms e Street’s Education avviate dal Coeso Società della Salute dal 2018: mappatura dei luoghi, conoscenza dei gruppi informali, ascolto, aggancio educativo, mediazione con famiglie e residenti, orientamento verso servizi e opportunità, prevenzione del disagio e protagonismo giovanile.

L’educativa di strada non è una pattuglia sociale, né controllo mascherato. È uno strumento per rendere visibili bisogni che altrimenti restano sommersi, ridurre la distanza tra ragazzi e istituzioni, intercettare precocemente fragilità e favorire un uso positivo degli spazi pubblici.

Tra le proposte di Grosseto Città Aperta c’è anche un servizio mobile gratuito di prossimità educativa e psicologia di strada, sul modello dello Smiling Van di Torino: non uno sportello fermo ad attendere i ragazzi, ma un presidio itinerante, capace di raggiungere quartieri, frazioni, Mura, campetti, parchi, scuole e luoghi di ritrovo informale, integrato con Coeso, scuole, servizi e terzo settore.

La mozione chiede inoltre l’attivazione dei Patti educativi di comunità per favorire l’utilizzo pomeridiano ed extrascolastico di scuole, palestre, cortili, aule e laboratori, con attività di studio, sport, musica, teatro, educazione digitale e cittadinanza attiva.

“Questa proposta – conclude De Martis – è parte del tavolo di lavoro ‘Crescere nella città – Costruire una comunità educante per infanzia e adolescenza’, nato dentro il cantiere pubblico ‘La città si muove’, lanciato da Grosseto Città Aperta per la costruzione di una proposta in vista delle prossime elezioni comunali. Vogliamo una politica che tenga insieme cura dei parchi, diritti dei bambini, responsabilità degli adolescenti, scuola, servizi e comunità. Parchi dei bambini da proteggere, adolescenti da riagganciare: Grosseto diventi città educante”.

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