Grosseto. “Il caso delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) a Grosseto rappresenta l’ennesima dimostrazione di come il vecchio sistema dei partiti, indipendentemente dal colore politico, sia ormai incapace di rispondere in modo efficace alle esigenze reali del territorio”.
A dichiararlo, in un comunicato, è Giacomo Gori, consigliere comunale e membro della coalizione civica I Love Grosseto.
“I fatti parlano chiaro – spiega Gori -. La mozione per la nascita delle Cer, da noi proposta e approvata all’unanimità dal Consiglio comunale nel gennaio 2023, è ancora ferma. Nemmeno la grande campagna mediatica dell’ottobre 2024, accompagnata da una conferenza stampa dell’amministrazione comunale per annunciare la manifestazione di interesse e il progetto ‘Rinnoviamoci’, è riuscita a produrre risultati concreti. Spenti i riflettori, tutto è tornato nel silenzio. Gli impegni assunti e il coinvolgimento del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Pisa per la realizzazione dello studio di fattibilità sono progressivamente scomparsi dall’agenda pubblica, senza che ai cittadini siano stati forniti aggiornamenti o spiegazioni”.
“Tuttavia, il problema non riguarda soltanto l’inefficienza dell’attuale amministrazione – sottolinea Gori –. Questo stallo è il simbolo di un modello politico ormai esaurito, che in questo caso continua a privilegiare grandi impianti fotovoltaici a terra, spesso promossi da gruppi industriali e finanziari esterni al territorio, anziché sostenere con decisione la generazione energetica diffusa e partecipata. Quando c’è da annunciare un progetto, i partiti si affrettano a rivendicarne il merito. Quando invece occorre trasferire potere, opportunità e benefici direttamente ai cittadini, la macchina amministrativa si blocca. Eppure l’alternativa esiste ed è sempre stata sotto gli occhi di tutti. Le Comunità energetiche consentono di valorizzare i tetti delle abitazioni, delle aziende e degli edifici pubblici, oltre alle aree già urbanizzate, producendo energia pulita senza consumare nuovo suolo agricolo e senza compromettere il paesaggio. Significa generare benefici economici e ambientali concreti, ridurre le emissioni, abbassare le bollette di famiglie e imprese e costruire un modello energetico più equo, resiliente e sostenibile. Significa, soprattutto, realizzare una vera democrazia energetica, nella quale l’energia non è controllata da pochi grandi operatori, ma prodotta, condivisa e gestita dai cittadini stessi”.
“Di fronte a questo immobilismo e a una politica sempre più distante dai problemi reali della comunità, la risposta non può essere l’ennesimo cambio di simbolo o di schieramento – dichiara Gori –. La risposta si chiama I Love Grosseto, la grande coalizione civica alla quale stiamo lavorando per offrire a oltre 180 cittadini grossetani la possibilità di candidarsi direttamente, senza il peso e i condizionamenti delle tradizionali appartenenze partitiche. Il progetto si fonda su nove liste civiche apartitiche, ciascuna costruita attorno a uno dei nove assessorati dell’amministrazione comunale. Un modello innovativo che mette al centro competenze, idee e responsabilità amministrative, sostituendo le tradizionali logiche di appartenenza politica con la partecipazione diretta dei cittadini attraverso un metodo ben definito. Non a caso il manifesto si riassume in una formula semplice ma rivoluzionaria: «Meno partiti, più cittadini». È arrivato il momento di superare le logiche centralistiche, le inefficienze e i veti incrociati delle segreterie politiche che da troppo tempo frenano lo sviluppo di Grosseto”.
“Con I Love Grosseto, lo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili non sarà più uno slogan elettorale, né un progetto dimenticato in qualche ufficio. Diventerà una priorità amministrativa, affrontata con tempi certi, obiettivi misurabili e il pieno coinvolgimento dei cittadini, per restituire ai grossetani il controllo del proprio futuro energetico, economico e ambientale – termina Gori -. Perché la vera energia di questo territorio non risiede nei partiti, ma nei suoi cittadini”.

