Grosseto. Ricorre il 15 giugno l’82° anniversario della liberazione della città di Grosseto dal nazifascismo, un’occasione per ricordare gli uomini e le donne della Resistenza che in quei momenti drammatici si frapposero a un piccolo contingente dell’esercito tedesco, in ritirata dal sud della provincia, per tutelare la città dopo averne presidiato per giorni nodi nevralgici come l’acquedotto e la centralina elettrica.
Fra il 14 e il 15 giugno di 82 anni fa pochi uomini e donne, i partigiani della formazione “Alunno”, insieme alla scarsa popolazione residente in città che fu chiamata alla difesa, si scontrarono con i soldati tedeschi che nella notte avevano tentato di entrare da Porta Vecchia. Negli scontri persero la vita Luigi Falciani, Elvio Palazzoli, Renato Ginanneschi, Isolo Santucci, Agostino Sergenti, Giuseppe Cennini, ricordati nella lapide di Porta Vecchia che sarà omaggiata dalle commemorazioni del 15 giugno.
Il programma delle celebrazioni
er ricordare quei momenti e ciò che hanno rappresentato nella costruzione della nostra storia Repubblicana, Isgrec e Provincia di Grosseto hanno scelto quest’anno di riflettere sul contesto più ampio della Resistenza armata nell’Italia centrale, grazie alla presentazione in sala Pegaso (il 15 giugno, alle 18) del volume della Rete toscana degli Istituti della Resistenza di recente pubblicazione “La Resistenza armata nell’Italia centrale. Territori, protagonisti, rappresentazioni”, a cura di Ilaria Cansella, Stefano Gallo e Laura Mattei (Carocci, 2026).
Il volume si interroga sui caratteri della guerra partigiana nell’area che comprende il Lazio settentrionale, l’Abruzzo, l’Umbria, le Marche e la Toscana, chiedendosi se davvero, come spesso nella storiografia e nel senso comune, quella avvenuta tra Roma e la linea Gotica fu stata una Resistenza “minore”. La vicinanza a Roma e al fronte, il paesaggio collinare e la forte presenza mezzadrile, le subculture urbane e contadine diffuse, l’importanza logistica e strategica della zona per la penetrazione nella Pianura padana sono tutti elementi di fondo peculiari di questi territori su cui diversi saggi costruiscono le proprie analisi, a partire dai distinti contesti locali e da tagli specifici. I tre grandi assi tematici attorno ai quali si concentrano i vari contributi sono: le particolarità del territorio e dei protagonisti della Resistenza locale, il ruolo degli Alleati e dell’esercito, le modalità di rappresentazione delle vicende partigiane. Insieme a due dei curatori, Cansella e Gallo, dialogherà Stefano Campagna, vicepresidente Isgrec, anche cercando di mettere a fuoco le peculiarità della Resistenza Toscana e maremmana.
Proprio per fare il punto sul contesto locale, del resto, è stata anche allestita per tutta la settimana, dal 15 al 20 giugno, nella sede di Isgrec, la mostra (nella foto) “Perché tu fossi libero. Antifascismo, guerra e Resistenze in Maremma”, che racconta la storia della liberazione del territorio provinciale alla fine di giugno 1944. Realizzata nel 2024 in occasione dell’80° anniversario della Liberazione, grazie al contributo del Mica, la mostra sarà visitabile negli orari di apertura dell’Isgrec (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18).

