Orbetello (Grosseto). “Il comunicato diffuso dal sindaco di Orbetello richiede alcune precisazioni, soprattutto sul piano giuridico, perché presenta come una ‘vittoria’ ciò che in realtà non lo è”.
A dichiararlo è Matteo Porta, segretario dei Giovani Democratici di Orbetello.
“Il parere del Ministero dell’Interno citato dall’amministrazione comunale non entra infatti nel merito della legittimità del provvedimento adottato dal Comune. Si limita a rilevare un profilo esclusivamente processuale, legato alla cosiddetta carenza di interesse attuale dovuta al fatto che la data dell’evento, il 25 aprile 2025, è ormai trascorsa – continua Porta -. In termini giuridici il significato è molto semplice. Non viene affermato che il Comune abbia agito correttamente. Si osserva soltanto che, essendo ormai passato l’evento, l’eventuale annullamento dell’atto non produrrebbe effetti concreti per il ricorrente. Si tratta di una distinzione elementare del diritto amministrativo. Una decisione di inammissibilità per carenza di interesse non equivale in alcun modo a una pronuncia sulla legittimità dell’atto amministrativo. Il ricorso quindi non è stato respinto perché infondato, ma perché il tempo trascorso rende ormai inutile una pronuncia demolitoria”.
“C’è poi un ulteriore elemento che nel comunicato del sindaco viene completamente omesso – sottolinea Porta -. Quello citato non è un pronunciamento del Consiglio di Stato, né una sentenza di un giudice. Si tratta di un parere formulato dal Ministero dell’Interno nell’ambito del procedimento relativo al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e trasmesso al Consiglio di Stato. Non siamo quindi di fronte a una decisione di un organo giurisdizionale terzo e imparziale, ma a una valutazione resa da un’amministrazione dello Stato nel corso di un procedimento amministrativo. Presentare questo passaggio come se fosse una decisione che certifica la piena legittimità dell’operato del Comune è quindi una ricostruzione impropria. Resta dunque aperto il nodo della legittimità della decisione assunta dall’amministrazione comunale, ed è proprio su questo punto che emergono le principali criticità. Il Comune ha motivato il diniego sostenendo che le strutture richieste avrebbero una finalità esclusivamente ludico-sportiva e che non sarebbero mai state concesse per manifestazioni di carattere politico. Si tratta di un’affermazione che non corrisponde alla realtà dei fatti”.
“Quel parco e quelle strutture sono stati infatti utilizzati più volte per iniziative di natura politica, comprese attività legate alle campagne elettorali. La prassi amministrativa dimostra quindi l’esatto contrario di quanto sostenuto nel provvedimento di diniego – continua Porta –. Dal punto di vista del diritto amministrativo questo non è un dettaglio. Una motivazione che contraddice la prassi amministrativa o che non trova riscontro nella realtà può configurare un tipico vizio di eccesso di potere, nelle forme della contraddittorietà, della disparità di trattamento e dello sviamento. In altre parole, se uno spazio pubblico viene concesso in altre occasioni per iniziative politiche, diventa molto difficile sostenere la legittimità di un diniego motivato proprio con il presunto divieto di svolgervi attività politiche”.
“Esultare per un’inammissibilità dovuta semplicemente al trascorrere del tempo non cancella il fatto che l’amministrazione comunale abbia scelto di ostacolare un’iniziativa pubblica legata all’ottantesimo anniversario della Liberazione, utilizzando una motivazione che appare difficilmente sostenibile anche alla luce dei precedenti – continua Porta –. Per quanto riguarda gli attacchi personali contenuti nel comunicato del sindaco, credo che quando un’amministrazione comunale ritiene necessario accompagnare un comunicato ufficiale con considerazioni personali su un esponente dell’opposizione, significa probabilmente che la questione nel merito non è poi così semplice da sostenere. Mi ha colpito in particolare il passaggio in cui il sindaco afferma che i miei interventi contribuirebbero addirittura ad accrescere il consenso dell’amministrazione comunale. È una tecnica comunicativa piuttosto nota nel dibattito politico: trasformare la critica in un presunto vantaggio, così da evitare di confrontarsi davvero con il contenuto delle questioni sollevate. È una strategia legittima, naturalmente, ma che spesso rivela più l’esigenza di costruire una narrazione parallela rispetto a quella di affrontare il merito delle decisioni amministrative”.
“Personalmente non ho alcun interesse a partecipare a questo gioco. Il mio obiettivo non è misurare il consenso del sindaco, ma discutere delle scelte amministrative che riguardano la nostra comunità. In questo caso si tratta di una decisione che ha riguardato la celebrazione del 25 aprile, una ricorrenza che appartiene alla storia democratica dell’intero Paese. Se sollevare una questione di questo tipo viene interpretato come un favore politico all’amministrazione comunale, non posso che prenderne atto con serenità. Continuerò comunque a fare ciò che ritengo giusto nel ruolo che ricopro: leggere gli atti, porre domande e intervenire nel dibattito pubblico quando ritengo che ci siano decisioni che meritano di essere discusse – termina Porta -. Sono convinto che i cittadini di Orbetello sappiano distinguere tra il confronto sulle idee e le polemiche personali. Ed è su quel terreno, quello del merito e della serietà del dibattito pubblico, che continuerò a muovermi e su cui gli elettori saranno chiamati ad esprimersi”.

