Home AttualitàTaglio degli alberi, l’Ordine degli agronomi: “Nostre dichiarazioni strumentalizzate”

Taglio degli alberi, l’Ordine degli agronomi: “Nostre dichiarazioni strumentalizzate”

di Redazione
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Grosseto. “Il comunicato stampa del 23 gennaio dell’Ordine dei Dottori agronomi e forestali della provincia di Grosseto relativo al taglio di oltre 200 alberi presenti nel tessuto urbano della nostra città, di cui alcune testate locali hanno riferito, ha suscitato alcune prese di posizione su cui ritengo opportuno intervenire, ad ulteriore chiarimento”.

A dichiararlo, in un comunicato, è il presidente dell’Ordine dei Dottori agronomi e Dottori forestali della provincia di Grosseto, Luca Vieri.

“Mi riferisco in particolare al tema delle competenze professionali circa le professioni tecniche in campo agrario a cui abbiamo dedicato un capoverso del comunicato e su cui è necessario non equivocare – continua la nota -. Nel settore agrario operano tre categorie professionali: gli agrotecnici e i periti agrari iscritti ai rispettivi Collegi e relativi albi, ognuno con le competenze dettate dall’articolo 11 della Legge 251/1986 e simili e dall’articolo 2 della Legge 464/1968 e simili, e i Dottori agronomi e Dottori forestali iscritti al proprio Ordine e relativo albo, con le competenze sancite dall’articolo 2 della Lege 3/1976 e simili”.

“Tali ordinamenti differenziano ovviamente i livelli di competenza, così come avviene, ad esempio tra geometri e ingegneri civili o tra periti industriali e ingegneri industriali; naturalmente si riscontrano, così come per le altre categorie ora citate, alcune competenze condivise tra i tre albi e tra queste quelle relative al verde pubblico o privato. Quindi, per essere chiari, la cura e progettazione del verde sono di competenza degli iscritti a tutti e tre gli albi, così come altre attività. E’ necessario precisare quanto sopra perché, purtroppo, solo nelle professioni del settore agrario si riscontra che i committenti pubblici o privati non sempre distinguono la differenza tra il titolo professionale del Dottore agronomo e forestale e quello attinente agli iscritti ai due Collegi sopra detti – termina Vieri -. E allora non vanno lette equivocamente le dichiarazioni verbali rilasciate dal sottoscritto, strumentalizzandole al fine di creare un conflitto che non esiste con gli altri Collegi e, allo stesso tempo, occorre comprendere che è nostro dovere vigilare, nell’intesse della collettività, perché non si attribuisca il titolo di Dottore agronomo o forestale a coloro cui non spetta”.

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