Home GrossetoTermine responsabile segreteria, Marras: “Nessun incarico ad hoc, da Minucci informazioni errate”

Termine responsabile segreteria, Marras: “Nessun incarico ad hoc, da Minucci informazioni errate”

L'assessore regionale replica alle accuse del consigliere regionale di Fratelli d'Italia

di Redazione
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Grosseto.Le accuse del consigliere regionale Minucci sono infondate e basate su informazioni non corrette“: risponde così Leonardo Marras alle accuse arrivate dal consigliere di Fratelli d’Italia Luca Minucci in merito alla nomina di Giacomo Termine come responsabile della segreteria dell’assessorato all’economia, al turismo e all’agricoltura.

“Faccio volentieri chiarezza su alcuni elementi, sia politici che istituzionali – prosegue Marras –, utili a definire il quadro, sia a chi legge che al consigliere Minucci. La nomina a responsabile di segreteria non è un incarico ‘ad hoc’, né una forzatura politica, come lui sostiene: il capo di gabinetto di un assessore è una figura essenziale, espressamente prevista dall’ordinamento e dai contratti vigenti, con funzioni di coordinamento politico-amministrativo, supporto all’indirizzo dell’assessore e raccordo con le strutture regionali e con gli enti territoriali. Una funzione del tutto ordinaria nelle istituzioni, presente nei Ministeri, nelle Regioni e nei Comuni, compresi quelli amministrati dal centrodestra. Anche Minucci da consigliere di minoranza avrà constatato che il suo gruppo ha incaricato con le stesse prerogative e lo stesso trattamento economico un dirigente che svolge quelle funzioni. Avrebbe voluto essere nominato assessore all’agricoltura, secondo una sua dichiarazione durante la campagna elettorale, e si sarebbe trovato a dover incaricare un capo del suo staff con le stesse caratteristiche. Poi, per fortuna le cose alle elezioni sono andate diversamente per la nostra provincia. È indispensabile però precisare che la posizione contrattuale del capo segreteria, prevede un compenso annuo lordo, quindi non la somma realmente percepita, di 87.000 euro, senza alcun tipo di rimborso o emolumento aggiuntivo, ben diverso dai 130mila euro sbandierati nel suo attacco”.

“Il tentativo di trasformare una funzione istituzionale ordinaria in un caso politico costruito ad arte – conclude Marras non rende un buon servizio né alla Regione, né alla qualità del dibattito pubblico”.

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