Colline Metallifere (Grosseto). “Torniamo dopo diversi mesi a proporre un argomento spinoso che diventa emergenza, con due esempi diversi tra loro, ma con il finale uguale”.
A dichiararlo, in un comunicato, è la segreteria del Pci delle Colline Metallifere.
“La trasformazione di Poste Italiane con un processo di parziale privatizzazione e la sua quotazione in borsa ha portato solo vantaggi all’azienda senza riscontri positivi verso i cittadini che si affidano a Poste Italiane per vari servizi – continua la nota -. A farne le spese sono, come sempre, i soggetti più fragili come gli anziani e quelli che abitano nelle periferie e, in questi casi i disservizi si sommano perché la scelta fatta da un servizio pubblico importante è stata quella di concorrere a realizzare business, utili. Sempre di più, e l’anno nuovo conferma questo andamento, sono tante le lamentele e le raffronti reali dei disservizi che si presentano sia per i clienti, sia per gli abitanti”.
“Alcuni casi, verificatisi durante le festività natalizie, hanno interessato famiglie che si sono viste recapitare, cosa quasi impensabile se non effettivamente vissuta, la posta di bollette di energia addirittura il 26 dicembre, giorno festivo per eccellenza, con la scadenza di pagamento già avvenuta (19 dicembre e 22 dicembre). Nel secondo caso, posta pervenuta in data 9 gennaio 2026 con scadenza 5 gennaio 2026 – prosegue il Pci -. Ovviamente questo è un disservizio che preclude una disamina che parte da una (dis)organizzazione dei dirigenti preposti a questo tipo di mansioni, che danneggiano soprattutto il tessuto territoriale dei centri minori. La tipologia del ruolo del postino, che è importante per ogni cittadino, a quanto pare per la direzione è diventata una discrezionalità che però, oltre a mettere in difficoltà coloro che svolgono questo compito esenti da colpe, creano disagi, rabbia nei confronti degli utenti, abituati a essere puntuali nell’adempimento del proprio dovere di pagatori”.
“La scelta è chiara: rincorriamo gli utili, stravolgiamo il servizio e quei lavoratori, che un tempo erano garanzie di ascolto e consiglio, oggi vivono in precarietà con contratti che li mettono in condizioni di fare scelte migliori appena ne capita occasione. Altra situazione che ha creato gravi disagi è stato il totale blocco dell’ufficio postale di Tatti, che da metà dicembre, senza la linea Internet, non è stato in grado di effettuare l’erogazione delle pensioni e i servizi di pagamento bollette, con evidente accumulo di corrispondenza, notifiche e documenti con previsione di scadenza. Questi sono due esempi di una situazione che puntualmente si presenta con Poste Italiane, che, nonostante le richieste e le sollecitazioni dell’amministrazione comunale, non vedono una soluzione in tempi brevi. La risposta della direzione di Poste è quella classica e ordinaria: ‘…la questione è oggetto di approfondimento, sono in corso verifiche…’, ma intanto… ‘il paziente langue e la cura non si trova’ – termina la nota -. Una delle poche certezze sono gli interessi che si pagano nel caso di versamenti delle utenze scadute, ma il progresso mette avanti prima di tutto bilanci e profitti, tutto il resto è opzionale ed allora un’altra certezza è quella di aumentare i profitti, tanto a pagare sono sempre e solo i cittadini”.

