Montemerano (Grosseto). Da tempo si parla di crisi della democrazia, cioè del sistema politico che abbiano finora considerato la migliore forma possibile di convivenza umana. Lo abbiamo difeso strenuamente nel secolo scorso, contro le dittature che portarono alle due terribili guerre mondiali, ma oggi è sotto gli occhi di tutti: il declino dei partiti, dalle identità frantumate e dalla comunicazione inefficace rispetto a quella pervasiva dei social, la vittoria di leader-kings, la disaffezione dei cittadini che vanno sempre meno a votare, infine la radicalizzazione delle posizioni, che porta a negare il principio base della democrazia, cioè la capacità di confronto e di mediazione. Consapevolezza e disorientamento sono i sentimenti dominanti nelle opinioni pubbliche e il futuro appare indecifrabile.
Se ne parlerà sabato 8 novembre, alle 17.30, all’Accademia del Libro, alla biblioteca di storia dell’arte di Montemerano, in una conversazione con il professor Gennaro Carillo, docente ordinario di Storia del pensiero politico all’Università Suor Orsola Benincasa e alla Federico II di Napoli, e autore di un libro da pochi giorni in libreria, “Temperanza,” edito da Il Mulino.
“La democrazia a cui vogliamo ancora bene è quella che riesce a temperare le passioni politiche, a dominare le pulsioni, è stato il grande tentativo del pensiero moderno, del contratto sociale da Hobbes a Kant – dichiara il professor Carillo –. La democrazia per definizione è sempre sull’orlo del precipizio, perché deve gestire il conflitto rispettando le regole del gioco. E se queste cambiano continuamente, come succede oggi? E se tra demos, il popolo, e la polis non c’è più un rapporto di rappresentanza?”
Oggi il 95 per cento delle liste elettorali non risponde a una reale delega, i parlamenti non contano più, c’è il progressivo spostamento dei poteri verso l’esecutivo. È rimasta la forma della democrazia, ma non la sostanza. Così si blocca il sistema democratico. Per questo vince il pluralismo della Rete, che ti dà un’offerta illimitata. E all’apatia della democrazia di massa risponde il linguaggio d’odio dei social. Ma chi sono oggi i nuovi tiranni?
“La tirannide non è solo Trump. La nuova tirannia è rappresentata dalle oligarchie economico-finanziarie globali, dalle agenzie di rating, il potere è di chi ha i brevetti della rivoluzione tecnologica, le dittature sono quelle degli algoritmi, senza vincoli e limiti. In un mondo totalmente fuori controllo, sono loro a determinare la politica. Sono però convinto che intonare il De profundis per la democrazia sarebbe un esonero di responsabilità – termina Carillo –. Il mio libro ‘Temperanza’ è nato da un trauma, l’assalto a Capitol Hill del gennaio 2021, quando Trump e il suo popolo non accettarono la sconfitta elettorale. Si era superato il limite, vinceva l’eccesso e la prevaricazione violenta, giustificati con la retorica e il vittimismo. La temperanza è l’esatto contrario: impone responsabilità e misura, fondamentale sono il controllo del linguaggio e valori condivisi per ricreare il vincolo del legame sociale”.

