Grosseto. “In merito alle osservazioni ricevute sul mio precedente comunicato riguardante la permanenza dei manifesti elettorali a Grosseto, desidero innanzitutto chiarire che ho commesso un errore nell’individuare il termine temporale: la normativa consente infatti la propaganda tramite cartelloni fino a 30 giorni prima delle elezioni, non a partire dai 45 giorni, come erroneamente avevo indicato richiamando la disciplina della par condicio”.
A dichiararlo è Giacomo Gori, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Grosseto.
“Rivendico però la totale buona fede di quell’errore, che mi offre oggi l’occasione di portare l’attenzione su un tema ancora più rilevante: la palese sperequazione che questo impianto normativo determina – sottolinea Gori –. Da un lato, la legge impone giustamente regole stringenti ai mezzi di informazione per garantire pari condizioni ai candidati; dall’altro, consente ai più facoltosi di continuare a tappezzare le città con cartelloni pubblicitari fino a 30 giorni dal voto, creando così un’evidente disparità di fatto tra chi può permettersi costose campagne e chi invece non ha le stesse risorse”.
“C’è poi un ulteriore elemento che merita riflessione: se prendiamo davvero sul serio lo spirito e le finalità della legge n. 28 del 2000, non è forse una contraddizione che cartelloni collocati nello spazio urbano, quindi su suolo pubblico, nonché di proprietà dell’amministrazione comunale, quindi patrimonio di tutti, possano essere utilizzati per la propaganda elettorale proprio nel periodo in cui dovrebbe prevalere l’equilibrio e la parità di accesso? Non rischiamo così di trasformare un bene comune in un privilegio per pochi, vanificando in parte le stesse finalità della par condicio? Il mio auspicio è che questa riflessione contribuisca a stimolare un dibattito più ampio – termina Gori –: perché se vogliamo davvero restituire credibilità e trasparenza alla politica, occorre superare un sistema che, nei fatti, favorisce sempre e soltanto chi dispone di maggiori mezzi economici”.

