Home Castiglione della Pescaia“Un mecenate e i suoi tesori”: al via la mostra dedicata alla collezione di Roberto Biliotti Ruggi d’Aragona

“Un mecenate e i suoi tesori”: al via la mostra dedicata alla collezione di Roberto Biliotti Ruggi d’Aragona

L'inaugurazione è in programma sabato 16 agosto

di Redazione
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Castiglione della Pescaia (Grosseto). Con l’inaugurazione della mostra evento 2025, il MuVet-Museo civico archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia celebra i 25 anni dalla nascita e la sua ininterrotta attività espositiva partita dal giugno del 2000.

L’esposizione porterà a Vetulonia una prestigiosa selezione della collezione archeologica del marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, che per la prima volta esce dalle stanze private della sua residenza romana e si offre all’incontro con il pubblico. È il frutto di un accurato percorso di ricerca coordinato da Simona Rafanelli, direttrice scientifica del museo, e da Vincent Jolivet, del Centre national de la recherche scientifique di Parigi.

Un lavoro che ha permesso, per la prima volta, di svelare al grande pubblico reperti mai usciti finora dalle stanze private del collezionista.

«Quella che presentiamo quest’anno – spiega la direttrice scientifica del MuVet Simona Rafanelli è una mostra dalla prospettiva insolita, che alza il sipario su una collezione poliedrica come la personalità che l’ha messa insieme: da un lato esemplari vascolari dalla fase villanoviana a quella ellenistica, dal geometrico e orientalizzante al corinzio, dal periodo arcaico al classico, dall’altro lato opere di artisti moderni che elaborano una propria, personale visione dello spirito classico. Chi poteva riunire in un unico sguardo opere in apparenza così eterogenee è Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, che, introdotto precocemente nel panorama effervescente delle avanguardie internazionali, si è poi appassionato agli antichi ceramografi quando si trovò a ereditare la collezione archeologica Ruggi d’Aragona. Non si tratta del solito collezionismo frutto di motivazioni culturali ed estetiche o di sensibilità storiografica fine a sé stessa».

Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona è un mecenate trasversale: le sue raccolte non hanno carattere privato, ma nascono orientate verso una fruizione pubblica, partecipando allo sviluppo di musei preesistenti e promuovendo la formazione di nuove istituzioni culturali. I suoi progetti sperimentali sono, dunque, diretti all’interazione con la collettività, con progettualità etica e senso di responsabilità verso il territorio. Con ampia visione e altrettanta determinata passione, ha creato iniziative divenute riferimento tra antico, moderno e contemporaneo. Una rete immersiva che traccia le coordinate di un’interpretazione della cultura come valore pubblico. Ha compreso il passato e immaginato il futuro attraverso opere nelle quali ha riconosciuto qualcosa di sé, compiendo quasi un percorso interiore alla ricerca della propria anima in collaborazione con artisti e istituzioni.

«Ogni scoperta è da condividere con la collettività – dichiara Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona ed è per questo che l’attività di musealizzare le opere da me raccolte è diventata una missione di vita, “portare l’arte dove non c’è”, mettendo le mie competenze al servizio pubblico. È con immenso piacere che ho accettato l’invito di Simona Rafanelli e del Comune di Castiglione della Pescaia di far conoscere al pubblico questa mia collezione».

La mostra

Bronzi etruschi, terrecotte votive, raffinate ceramiche di produzione etrusca, greca e magno greca si sveleranno permettendo di ammirare un patrimonio archeologico tanto prezioso quanto sino ad oggi inedito, accompagnando i visitatori in una riflessione che, dal concetto di “Collezione”, si estende a quello strettamente complementare di “Museo”, un’evoluzione, semantica e storica, dall’Antiquarium diretto discendente dalla settecentesca “Wunderkammer” o “Camera delle meraviglie”, al Museo dei nostri giorni, a matrice archeologica, ove confluiscono oggetti recuperati attraverso la ricerca scientifica, i quali ricostruiscono rigorosamente il passato dei nostri territori e dei popoli che li hanno abitati.

In continuità con i progetti espositivi del biennio 2022-2023, la mostra 2025 si propone di abbattere ancora una volta, nell’idea e nella sua traduzione in percorso espositivo, ogni tipo di barriera spazio-temporale.

«Una soddisfazione dietro l’altra – afferma il sindaco Elena Nappi -: questo è l’effetto MuVet, che ogni hanno ci regala perle di una ricchezza culturale sorprendente frutto del lavoro di ricerca e studio della nostra direttrice e del suo staff. Gli innumerevoli amici del nostro museo archeologico sparsi in tutta Italia ci permettono di avere ad ogni mostra-evento reperti unici e spesso poco conosciuti al grande pubblico, proprio per questo ancora più preziosi da mostrare ai nostri visitatori. Inauguro sempre con grande orgoglio il progetto realizzato, ma quest’anno il mio apprezzamento personale, e quello di tutta l’amministrazione comunale, è ancora maggiore, non solo per il contenuto della mostra, ma soprattutto per la nostra direttrice, Simona Rafanelli, che ha portato avanti questo progetto in un momento molto particolare della sua vita. Per questo voglio dedicare ad Adriano, studioso e archeologo di fama internazionale, ma soprattutto grande amico di Vetulonia e compagno di vita della nostra direttrice, scomparso recentemente, questo nuovo successo di cui anche lui sarebbe stato fiero con il suo tenue sorriso a fior di labbra».

Il percorso espositivo propone anche quest’anno un prezioso dialogo tra arte antica e arte contemporanea, incarnati da alcuni capolavori scultorei bronzei del Futurismo che, provenienti dalla sezione di arte contemporanea della stessa collezione privata, dialogano con la piccola plastica etrusca in bronzo di età ellenistica. Protagonisti di questo incontro sono in particolare il Giano di Gino Severini e il bronzetto del dio Culsans, corrispettivo etrusco di Giano, straordinario capolavoro ellenistico, generosamente in prestito a Vetulonia dal Maec-Museo dell’Accademia etrusca e della Città di Cortona. Due interpreti privilegiati, Severini e l’ignoto artista etrusco, del contemporaneo e dell’antico, si fronteggiano da un capo all’altro della sala espositiva, instaurando un dialogo di stupore e conoscenza senza luogo e senza tempo, in cui viene coinvolto il visitatore, che si trova ad essere, egli stesso, protagonista di un eterno racconto, quello della memoria e della storia, che si pone come fine supremo la salvaguardia e la celebrazione dell’arte e della bellezza.

L’inaugurazione

L’inaugurazione della mostra “Un mecenate e i suoi tesori” si svolgerà sabato 16 agosto, alle 19, alla presenza del sindaco Elena Nappi, la Direttrice Scientifica del MuVet Simona Rafanelli, il collezionista Roberto Ruggi Bilotti d’Aragona, Giulio Paolucci, direttore del Maec- Museo dell’Accademia etrusca e della Città di Cortona, Paolo Bruschetti, dell’Accademia etrusca di Cortona, Vincent Jolivet, del Centre national de la recherche scientifique-Parigi.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Apertura straordinaria serale del museo con visite guidate alla mostra temporanea.

Informazioni: tel. 0564.927245; e-mail museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it

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