Home Colline MetallifereVenator, le istituzioni: “Azienda disponibile al dialogo, ma tace sul futuro dello stabilimento”

Venator, le istituzioni: “Azienda disponibile al dialogo, ma tace sul futuro dello stabilimento”

di Redazione
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Scarlino (Grosseto). «La disponibilità di Venator a un incontro con le istituzioni locali è un segnale positivo, ma non basta. Dopo 40 giorni di attesa, la risposta degli azionisti dell’azienda non contiene alcuna indicazione concreta su progetti futuri o piani di sviluppo per il sito di Scarlino, alimentando l’incertezza e la preoccupazione sul destino dello stabilimento e dei suoi lavoratori».

A dichiararlo è Francesca Travison, sindaco di Scarlino.

«Se da un lato accogliamo con favore l’apertura al confronto – continua il sindaco di Scarlino, a cui si uniscono gli amministratori locali, provinciali e regionali –, dall’altro non possiamo ignorare la totale assenza di informazioni su strategie industriali, investimenti o iniziative per garantire la continuità produttiva dello stabilimento. Ci aspettavamo una risposta che chiarisse quale sia la visione di Venator per il futuro di Scarlino, ma nella lettera ricevuta si leggono solo dichiarazioni di principio prive di azioni concrete. L’assenza di un piano chiaro è fonte di grande preoccupazione per i lavoratori, per l’indotto e per l’intera comunità. Non possiamo permettere che il tempo passi senza certezze sul futuro dello stabilimento. Per questo motivo, nel corso dell’incontro che vogliamo fissare al più presto, chiederemo risposte precise sulle reali intenzioni dell’azienda e sulle prospettive produttive e occupazionali per Scarlino».

Le istituzioni locali, provinciali e regionali restano compatte e determinate nel chiedere un impegno concreto da parte di Venator. Il sito di Scarlino ha un valore strategico per il territorio e non può essere lasciato nell’incertezza. «Ci auguriamo che il dialogo annunciato dall’azienda non si riduca a un’ulteriore attesa senza soluzioni, ma sia il punto di partenza per una vera assunzione di responsabilità nei confronti della comunità e dei lavoratori», concludono.

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