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Autorizzata la discarica interna per Venator: la soddisfazione dei sindacati

di Redazione
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Grosseto. Esprime soddisfazione la Femca Cisl Siena Grosseto per l’ottenimento dell’Aia, l’autorizzazione ambientale integrata, da parte di Venator, relativamente alla discarica interna.

“Siamo soddisfatti per l’esito di questo percorso – dichiarano dalla Femca Cisl per l’impegno che l’azienda ha portato avanti per ottenere questo risultato, per il lavoro fatto dai nostri delegati della Rsu aziendale Andrea Comin ed Emanuele Cascioli e per i lavoratori, che possono sperare in una risoluzione positiva rispetto allo stallo che stanno, da troppo, vivendo. Chiaramente l’autorizzazione, da sola, non basta a rassicurarci sul futuro dei lavoratori, ma speriamo che sia un primo segnale ad indicare la ripresa della produzione”.

“Nelle prossime settimane ci auguriamo di avere novità anche rispetto al mercato – aggiunge Gian Luca Fè, segretario generale di Femca Cisl Grosseto – per avere dei volumi di produzione che consentano effettivamente di rimettere in moto gli impianti e di riprendere con l’attività dell’impianto”.

Il commento della Cgil

“Come auspicavamo la conferenza dei servizi ha dato il via libera all’Autorizzazione integrata ambientale per la discarica definitiva nelll’ex bacino fanghi Solmine – dichiarano Fabrizio Dazzi, segretario della Filctem, e Riccardo Tosi, membro della Rsu Venator e della segreteria provinciale della Cgil –. Abbiamo apprezzato il fatto che la Regione Toscana sia riuscita a garantire la conclusione dell’iter autorizzatorio (Paur) in poco meno di sei mesi dal momento della presentazione della richiesta da parte dell’azienda.

Ora il sito produttivo di Scarlino ha le condizioni per tornare operativo in tempi molto brevi e riavviare la produzione del biossido di titanio. A Montioni e nelle aree a piede di fabbrica, infatti, ci sono ancora alcune decine di migliaia di metri cubi residui disponibili per gli stoccaggi dei gessi rossi, che possono essere sfruttate, mentre verrà predisposta la nuova discarica. A questo punto, quindi, Venator deve fare chiarezza rispetto alla reale volontà di riprendere l’estrazione del biossido di titanio, inserendo subito il sito produttivo di Scarlino nei propri programmi produttivi per il 2025. Le maestranze sono ferme dal luglio del 2023 e in cassa integrazione dal febbraio di quest’anno, per cui hanno fatto la loro parte fino in fondo. Riprendere la produzione velocemente, infine, consentirà progressivamente di riassorbire i lavoratori impiegati nelle aziende subappaltatrici dell’indotto, i lavoratori nelle quali hanno pagato il prezzo più salato di questa lunga crisi”.

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