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Castagnaccio, dolcezza rustica e genuina

Ricetta del tradizionale dolce toscano

di Giorgia Carantonis
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La ricchezza dei boschi del Monte Amiata arriva nelle sagre che animano l’autunno dei pittoreschi borghi medievali: la castagna, prodotto locale d’eccellenza, verrà celebrata in lungo e in largo nelle strade dei paesi per tutto il mese di ottobre.

Conosciuta anche come “pan di legno”, questo frutto ha un legame solido e di lunga data con le popolazioni dei territori di montagna che hanno trovato una risorsa di primaria importanza per un’alimentazione sostanziosa ed energetica.

Bollite, arrosto o ridotte in farina, le castagne sono da sempre protagoniste di ricette locali: polenta, castagnaccio, zuppa di funghi e castagne, frittelle o confetture prelibate sono solo alcune delle preparazioni che si identificano con la tradizione gastronomica del luogo.

La presenza del vulcano si esprime nei terreni minerali e nelle arenacee ricche di silicio. Queste caratteristiche conferiscono ai frutti degli alberi un gusto del tutto particolare, apprezzato e tutelato sin dal Duecento e che converge oggi nel pregiato riconoscimento IGP. Nel 2000, infatti, ben tre varietà (il marrone, la bastarda rossa e il cecio) hanno iniziato il percorso di valorizzazione grazie al riconoscimento europeo che ne distingue la qualità, il gusto dolce e delicato, legando a doppio filo questo prodotto con il suo luogo di origine. La raccolta avviene fra il 15 settembre e il 15 novembre.

La castagna detiene inoltre numerose proprietà benefiche: le fibre di cui è composta sono indicate per la salute dell’intestino con un’azione capace di riequilibrare la flora batterica; alleata nella riduzione del colesterolo, è un’ottima fonte di potassio, fosforo, magnesio, sostanze antiossidanti e vitamine del gruppo B.

La farina di castagne, un tempo preziosa e unica fonte di sostentamento per la popolazione povera, è oggi preparata con la fine macinatura del frutto in seguito ad un accurato processo di essiccatura. Tra le diverse preparazioni che la impiegano troviamo il tradizionale castagnaccio, uno dei dolci più antichi ed apprezzati del centro Italia per il suo sapore rustico e genuino capace di scaldare il palato nelle fresche giornate d’autunno. Ottimo gustato ancora caldo, in accompagnamento alla ricotta fresca e abbinato ad un vino passito come un Vin Santo Occhio di Pernice.

La ricetta

Ingredienti

  • 500 gr farina di castagne
  • Zucchero 40 gr
  • Pinoli 150 gr
  • Uvetta 70 gr
  • Rosmarino 2 rametti
  • Olio evo 40 gr
  • Acqua 600 gr
  • b. scorza di arancia
  • Latte 300 gr

Preparazione

Per prima cosa reidratare l’uvetta immergendola in un bicchiere di acqua tiepida. In una ciotola capiente, setacciare la farina di castagne. Unire l’uvetta, lo zucchero, i pinoli e gradualmente, amalgamando con un mestolo di legno, le parti liquide (acqua e latte). Ungere con ulteriore olio evo una teglia da forno e versare il composto. Cospargere con una manciata di pinoli, i rametti di rosmarino, della scorza di arancia e un ulteriore generoso giro di olio extravergine di oliva. Infornare a 180° per circa 45 minuti. Una volta che la frutta secca si colorerà di oro e sulla superficie si sarà formata una bella crosticina, sfornare e lasciare intiepidire leggermente prima di servire.

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