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Sanità, Coraggio Italia: “Pressing sui medici per risparmi? La Asl chiarisca”

di Redazione
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“Portiamo all’attenzione del direttore generale dell’Asl Toscana Sud-Est, Antonio D’Urso, per un confronto insistenti e preoccupanti segnalazioni che ci sono giunte dall’ambito ospedaliero“.

A dichiararlo, in un comunicato, sono i deputati di Coraggio Italia Elisabetta Ripani e Stefano Mugnai.

“‘Sembrerebbe’ che alcune direzioni abbiano infatti ricevuto indicazione di ‘tagliare’ su farmaci e cure in un’ottica di risparmio, paventando un rischio di licenziamento per i medici stessi nonché un pressing psicologico intollerabile per i nostri professionisti – continua la nota -. Affermazioni che non vogliamo credere veritiere a priori e per cui, a fronte di numerose sollecitazioni, riteniamo opportuna un’approfondita verifica e una spiegazione da chi di competenza. La Toscana è fanalino di coda rispetto alle altre regioni italiane per stipendi e condizioni lavorative del personale sanitario, per non parlare del confronto con la media europea. Questa carenza di attrattività, sommata agli insostenibili carichi di lavoro piombati con la pandemia, ha azionato un meccanismo di fuga di molti professionisti verso l’estero o il privato, in cerca di una maggiore e giustificata soddisfazione economica e professionale. Se tali segnalazioni si rivelassero veritiere anche solo parzialmente, si configurerebbe un ulteriore ‘giro di vite’ sui sanitari, già stremati, aggravando l’emorragia di personale nell’ambito ospedaliero e mettendo a rischio i servizi per i pazienti”.

“Il medico è certamente un dipendente del Sistema sanitario nazionale, ma prima di tutto è un professionista che si occupa della salute dei pazienti e non certo di far quadrare i conti pubblici. Assodato che esista nella sanità toscana un ‘buco’ di svariate centinaia di milioni di euro, questo non è certamente stato causato dai cittadini, tantomeno dagli operatori sanitari che non possono essere chiamati a sanarlo. Si creerebbero due fronti: da un lato i pazienti che chiedono determinate cure, dall’altra i sanitari costretti a correggere il tiro sulla qualità dei servizi, creando una rottura del rapporto fiduciario medico-paziente – termina il comunicato -. Confidando naturalmente sulla falsa origine di tali voci, riteniamo urgente che la situazione venga quanto prima smentita e chiarita dal direttore generale D’Urso con argomentazioni che siano sufficienti a tranquillizzare cittadini e operatori“.

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