“Mentre a Scarlino da domani scatta la zona rossa, a Follonica si riaprono le scuole per il calo dei contagi rilevati in questi ultimi giorni“.
A dichiararlo, in un comunicato, è la segreteria del Pci delle Colline metallifere.
“Come Pci ci pare azzardata la mossa di Benini e ci sembra altresì che si continui ad andare a compartimenti stagni perché ogni realtà viaggia per proprio conto rilevando i contagi e, una volta soddisfatti i criteri numerici, verificata l’apparente normalità, si riapre come se il virus fosse obbediente alle statistiche – continua la nota -. Non è così ed è per questo che l’amministrazione comunale di Follonica azzarda proprio sulle scuole in un momento che il virus e le sue varianti sembrano proprio puntare su un target di età che colpisce in modo sempre più frequente i giovani. Ci auguriamo che per i numerosi studenti di Scarlino che frequentano le scuole di Follonica il buon senso imponga il proseguo delle interruzioni delle lezioni non di presenza e si prosegua invece con la Dad, che certamente non appassiona, ma è l’unico modo per evitare al virus di comminare nelle gambe di inconsapevoli giovani e diffondersi”.
“Per il PCi l’assenza di una regia istituzionale concreta a livello provinciale o perlomeno zonale è l’altro aspetto che evidenzia una grave inefficienza dei Comuni i quali, a distanza di oltre un anno dall’esplosione della pandemia, ne risultano sprovvisti – prosegue il comunicato -. Si doveva approntare un sistema informativo per i cittadini che andasse dalla rilevazione dei dati dei contagi, alla loro localizzazione e alla diffusione di informazioni precise da fornire ai cittadini attraverso i social e comunicazioni nei luoghi pubblici più frequentati. Invece oggi continuiamo ad assistere a comunicazioni diversificate tra Comune e Comune e alla diffusione di messaggi che rilevano approssimazione e spesso contrastano tra loro generando confusione tra lam popolazione. Basti pensare alle piattaforme di rilevazione dei contagi che sono affidate a più soggetti“.
“Ogni giorno il bollettino diffuso dalla Asl è diverso da quello fornito dalla Regione perché metodi e tempi di raccolta sono tra loro differenti – termina la nota -. Questo è l’esempio emblematico che dimostra come vi sia impreparazione e improvvisazione rispetto ad un tema così delicato e drammatico che dovrebbe far trovare in accordo tutti i livelli istituzionali per trasmettere notizie e comunicazioni ai cittadini”.

