“Ci sono cose che sono inevitabili, ma andrebbero almeno spiegate per essere comprese, altre cose invece, come creare false aspettative, si potrebbero evitare benissimo. Su questo il presidente Eugenio Giani ha fatto un grave errore”.
A dichiararlo, in un comunicato, è Francesco Grassi, coordinatore provinciale di Grosseto in Azione.
“Il ministro Roberto Speranza, in base ai famosi 21 parametri, ha decretato nella tarda serata di ieri che la Toscana rimarrà ancora, almeno per tutta la prossima settimana, zona arancione – continua la nota -. Da chi chiede incessantemente, da mesi, responsabilità ai cittadini, ci aspettiamo in cambio un atteggiamento altrettanto responsabile, altrimenti verranno a mancare le semplici basi di un equo ‘dare e avere’ che regolano qualunque rapporto di sana convivenza. Chi, come la provincia di Grosseto, ha dimostrato di saper rispettare le regole, è giusto che riceva in cambio un atteggiamento altrettanto rispettoso. Il minimo che ci aspettiamo è sapere dal presidente Giani su quale criterio/parametro è ‘cascato l’asino’ per poter valutare se ci sono delle effettive responsabilità. L’evidente frustrazione dei cittadini, anche dei più volenterosi e intransigenti delle norme, risiede proprio in questa mancanza di trasparenza. Sarà sempre più difficile andare avanti così, pervasi dal senso di totale impotenza e incertezza verso gli eventi”.
“La decisione di ieri sera è un danno enorme per il tessuto economico, soprattutto per bar, ristoranti, palestre, ma anche per tante altre categorie che vedono sempre di più allontanarsi la possibilità di un piccolo recupero prima della fine dell’anno, in un periodo, quello delle feste natalizie, che è sempre stato molto importante – termina Grassi -. La campagna elettorale è terminata da un pezzo e sarebbe ora di far vedere ai cittadini toscani, con i fatti e non con le chiacchiere, che il governo regionale ha fatto tutto il possibile per il bene dei propri cittadini e delle imprese del territorio; e in questo caso non sembra proprio che sia così, purtroppo”.

