Home GrossetoPolitica GrossetoLiliana Segre, l’appello del Pd: “I sindaci maremmani le concedano la cittadinanza onoraria”

Liliana Segre, l’appello del Pd: “I sindaci maremmani le concedano la cittadinanza onoraria”

di Redazione
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Giacomo Termine, segretario provinciale del Pd di Grosseto, ha lanciato un appello a tutti i sindaci per concedere la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre.

Ecco il testo integrale dell’appello lanciato da Termine:

“Gentile sindaco,

il nostro Paese non può e non deve subire passivamente l’aggressione di chi crede nella violenza (verbale o fisica) come forma di relazione tra esseri umani. Una società civile e pacifica è basata sul rispetto tra i suoi cittadini, qualsiasi credo politico o religioso professino, qualsiasi colore abbia la loro pelle.

Noi crediamo nella pace, nel valore della memoria, nel rispetto verso l’altro e respingiamo la visione di una società attraversata dall’odio.

Noi dobbiamo difendere questi valori, noi dobbiamo essere la scorta della senatrice Segre e vorrei che lo fossimo come comunità non solo come individui.

La responsabilità di questa situazione, del virus che dai banchi del Parlamento si espande nelle piazze e nelle strade d’Italia, negli stadi e nelle pagine internet, è di chi condividendo, sfruttando o anche semplicemente sottovalutando sta alimentando nostalgie di tempi oscuri segnati da intolleranza e violenza. Noi dobbiamo distinguerci per il modo in cui vogliamo vivere in Italia.

Noi saremo, dobbiamo essere la scorta di Liliana Segre e di tutti gli uomini e donne come lei. Ci alziamo in piedi di fronte a chi testimonia gli orrori di Auschwitz, di chi con la sua stessa esistenza ammonisce e avverte del rischio di un ritorno alla violenza come sistema di governo dei popoli.

Come segretario del Partito Democratico lancio un appello a tutti i miei colleghi sindaci: alziamo un muro di pace.

Chiedo a tutti di presentare nei Consigli comunali la cittadinanza onoraria per Liliana Segre.

Se una parte dei deputati non ha voluto votare e onorare in Parlamento una donna scampata all’olocausto, noi lo faremo nei nostri paesi, piccoli e grandi, tributandole onore e respingendo con forza e palesemente chi non è capace di guardare all’interesse generale di una nazione“.

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