Home GrossetoAttualità GrossetoEssere genitori imparando ad accettare il proprio bambino: se ne parla in due incontri

Essere genitori imparando ad accettare il proprio bambino: se ne parla in due incontri

di Redazione
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Due incontri per non lasciare soli i genitori nella crescita dei figli e aiutarli ad accogliere il bambino reale e non quello ideale, perché ogni piccolo ha diritto a essere se stesso.

Sono quelli organizzati dalla cooperativa Arcobaleno per conto del Comune di Roccastrada e del Coeso Società della Salute a partire da lunedì 3 dicembre al centro di produzione culturale Kaos Creativo di Roccastrada.

Il primo appuntamento, lunedì 3 dicembre, è in programma alle 18 con il pedagogista Guido Tallone sul tema “E se mio figlio non fosse un leader? E se mio figlio non fosse il primo della classe?”. Gli incontri sono gratuiti e al termine di ogni appuntamento è previsto un momento conviviale.

Vorrei aiutare i genitori a costruire l’affettività intorno alle loro parti deboli per imparare a voler bene anche ai loro difetti – spiega Guido Talloneperché a voler bene ai figli loro parti forti e sane sono capaci tutti“.

Il secondo appuntamento, in programma lunedì 10 dicembre ancora alle 18, sarà incentrato su “Convivere con le paure di essere genitori: senza negarle e senza restare paralizzati”.

Dopo i sei incontri a Roccastrada del progetto ‘Familiar-mente’, coordinato dal Comune di Grosseto – afferma Sara Pericci, assessore all’istruzione e al sociale di Roccastrada –, abbiamo riscontrato l’esigenza di tanti genitori con figli adolescenti di poter avere analoghi momenti di confronto e di aiuto per poter affrontare serenamente le problematiche legate alla gestione di questo momento di crescita così complicato. Con questo obiettivo abbiamo organizzato i due incontri insieme a Coeso Società della Salute e cooperativa Arcobaleno, che sono rivolti a genitori con figli di tutte le età per ritrovarsi e soffermarsi a riflettere come dedicare proficuamente ai nostri figli il poco tempo che abbiamo nella nostra vita quotidiana, conciliandolo con i ritmi di lavoro“.

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