Domenica primo luglio, alle 18.30, alla Galleria Spaziografico, in via Goldoni 18 a Massa Marittima, sarà inaugurata “Disegni di sogni“, la mostra di Giuliano Giuggioli.
L’esposizione rappresenta un’importante novità e un interessante evento sul piano artistico-culturale: il noto pittore follonichese, infatti, espone per la prima volta, dopo quarant’anni di carriera, opere grafiche su carta realizzate proprio per quest’occasione.
Per l’autore si tratta di un ritorno al primo amore, il disegno appunto, ma con le “sue” caratteristiche iconografiche, maturate negli anni, che lo rendono unico e immediatamente riconoscibile.
La mostra sarà visitabile fino al 19 luglio.
“Il primo amore che ritorna… a quanti è capitato d’incontrare di nuovo l’antica passione e di farsi sommergere dalle emozioni, come se fosse la prima volta? Giuliano Giuggioli fa proprio così e, con questa mostra inedita, dopo quarant’anni riprende il disegno, quella tecnica con cui ha iniziato il suo percorso pittorico e che rappresenta il suo primo amore d’artista – spiega il curatore della mostra, Gian Paolo Bonesini -. Una mostra del tutto nuova, dove Giuggioli disegna i sogni seguendo la sua ispirazione surrealista, spesso inquietante, sempre riconoscibile. Pur cambiando tecnica, pur tornando all’amata grafica, non dimentica infatti la ‘sua’ realtà iconografica, il suo costante viaggio dentro l’uomo carico di paure, inquietudini e dubbi dovuti ai rapidi mutamenti dei nostri tempi. Ripercorre anche i temi che l’archeologia classica gli suggerisce, rimanendo comunque in un mondo simbolico e irreale che fa pensare, senza perdere del tutto la speranza in un futuro migliore“.
“Se per Giuggioli il colore e la pittura sono frutto di una lunga riflessione e di una raffinata esperienza, costruita negli anni facendo ricorso all’autocritica più sincera e all’esame spassionato di se stesso, la grafica diventa occasione per esprimersi con estrema libertà e anche con una certa cattiveria. L’uso sapiente del segno, i tratti decisi e tecnicamente ineccepibili nascondono infatti messaggi allarmanti, messaggi che disorientano e provocano domande spesso inespresse… ‘Come mai…?’ La libertà creativa di Giuggioli si osserva anche attraverso i particolari, come quando il disegno non rispetta lo spazio e straborda, invade la cornice… Si tratta di un segno distintivo che appartiene alle persone libere, agli artisti che hanno da condividere messaggi autentici, al di fuori dagli schemi abituali della quotidianità – termina Bonesini -. E allora facciamo nostri questi messaggi, seguiamo i sogni che l’opera ci ispira e decolliamo per altri cieli, altre destinazioni, altri mondi, chissà dove! Senza avere paura“.

