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Polo industriale di Scarlino: i sindacati chiedono chiarezza sui posti di lavoro e sul rispetto delle norme ambientali

di Redazione
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Le segreterie provinciali di Cgil, Cisl Uil e le rispettive federazioni dei chimici, Filcem Femca e Uilcem, si sono riunite per fare il punto sulla situazione del polo industriale di Scarlino. Dal confronto è emersa la valenza economica, non solo il Pil prodotto, ma anche la forza lavoro, che il polo ha nella provincia di Grosseto.

Il polo chimico – hanno spiegato i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uilè una realtà di interesse primario e imprescindibile per tutti i comparti produttivi della nostra provincia. Riteniamo che non possa esistere uno sviluppo economico in grado di garantire dignità sociale ai grossetani senza industria. Questo anche considerando che il tasso di disoccupazione della nostra provincia è tra i più elevati della regione e i pochi elementi dinamici nel mercato del lavoro sono rappresentati solo dalla stagionalità del territorio. Pretendiamo, oltre alla chiarezza e alla sicurezza dei posti di lavoro, anche il totale rispetto delle norme ambientali a tutela dei lavoratori e dei cittadini“.

“La bonifica delle falde non ha fatto registrare grandi passi avanti. Le aziende interessate dovrebbero fare di più e in fretta, anche a fronte di procedure amministrative concluse da tempo. Siamo preoccupati per le notizie che apprendiamo tutti i giorni a mezzo stampa e tramite social, molte delle quali sembrano più che altro strumentali, e che creano allarmismo e preoccupazione tra i lavoratori e tra gli abitanti – continuano i sindacati -. Gli elementi di novità sulle problematiche del nostro territorio, introdotti dalla Commissione parlamentare, dovranno trovare velocemente riscontri e, se necessario, modifiche o integrazioni al fine di fare chiarezza su temi delicati che non possono e non devono essere strumentalizzati per fini elettorali. Le analisi delle misurazioni degli organi di controllo sono per i lavoratori un punto imprescindibile: saremmo noi, qualora ci fossero violazioni sulle analisi delle misurazioni, i primi a denunciare la cosa. Non si può però non cogliere l’accanimento di alcuni sistemaci interventi che hanno l’obiettivo di eliminare l’industria dal territorio“.

L’economia della provincia di Grosseto – concludono i sindacatinon può essere legata, anche in presenza di punte di eccellenza, a un singolo settore produttivo. Riteniamo che sia imprescindibile raggiungere un equilibrio fra i vari settori, compresa una presenza industriale compatibile con il territorio. Utilizzeremo tutti i mezzi democratici a nostra disposizione per contribuire a portare avanti questo indispensabile progetto strategico. Per questo chiediamo che ognuno faccia la propria parte: le aziende rispettando le normative imposte e la Regione Toscana e gli enti competenti non rimanendo indifferenti al rischio che comporta il continuo screditamento del polo industriale sia per Grosseto sia per la Regione stessa“.

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