La segreteria del Pci di Grosseto ha effettuato una attenta analisi, elaborando proposte sul tema del lavoro nel contesto nazionale e locale.
Lorenzo Pozzo e Dario Bibbiani, incaricati della segreteria sul tema, hanno presentato un quadro e elaborato commenti in merito all’argomento.
Per Pozzo, il quadro che viene fuori “mostra il fallimento completo del Jobs Act messo in campo dal Governo Renzi“, mentre Bibbiani ha messo in evidenza “come la perdita di tutele e diritti abbia fatto regredire il concetto di lavoro“. L’analisi fatta dai due rappresentanti del Pci si è sviluppata partendo da dati oggettivi, che mostrano come il Paese Italia sia ai vertici europei con un tasso di disoccupazione nazionale del 12%, che per i giovani tocca la punta del 37%.
I dati statistici danno annunci di contrazione della disoccupazione rispetto agli anni precedenti, ma nella realtà, se si va a fare un’analisi qualitativa dei contratti, partoriti dall’applicazione del Jobs Act, ci si rende facilmente conto che la maggior parte di essi sono contratti part time, spesso con poche ore settimanali, contratti stagionali e addirittura contratti di poche giornate di lavoro. Il problema c’è perché la retribuzione non consente a nessun lavoratore una prospettiva di vita minima.
“È pura illusione . proseguono i due esponenti – che vi sia un rilancio dei livelli occupazionali con il Jobs Act perché nella realtà è un fallimento che non ha incrementato in modo positivo l’occupazione, ma l’ha solo precarizzata. Se è così per chi cerca lavoro, anche chi ha una occupazione non può certo gioire. L’abrogazione dell’articolo 18 e la messa in discussione di diritti e conquiste come le aspettative per maternità, per gravi motivi di salute e familiari oggi rischiano di incidere sulla qualità della vita dei lavoratori. La Fornero ha poi dato un aiuto all’incremento della disoccupazione, innalzando i limiti di età per la messa a riposo, bloccando nuovi inserimenti lavorativi. Oggi si arriva a licenziare oppure ad imporre trasferimenti verso altre sedi senza possibilità di avere quelle tutele giuridiche fondamentali che salvaguardino il lavoratore”.
“Si è intrapresa una pericolosa strada che porta a considerare il lavoro non più come motore per lo sviluppo del benessere collettivo ed individuale, ma ad un concetto basato solo su elementi di mercato e profitto che disumanizza il lavoratore e lo rende più simile ad una macchina per produrre – continuano Pozzo e Bibbiani -. Sulla situazione in ambito territoriale la segreteria del Psi mette in evidenza il dato diffuso dalle organizzazioni sindacali, che indicano in 10.000 le unità di lavoro perse negli ultimi anni a livello provinciale“.
“Siamo vicini a tutte quelle situazioni di crisi che riguardano le aziende del territorio, a partire da Media World, per passare ai lavoratori del comparto industriale di Scarlino, a quelli del porto e alle altre emergenze presenti, ci prepariamo, oltre che a sostenere i lavoratori, a formulare proposte per superare la crisi che attanaglia il territorio. Auspichiamo anche un rilancio forte e presente del movimento sindacale, accompagnato da un ruolo maggiormente incisivo degli enti locali perchè questa emorragia e perdita di posti di lavoro sia fermata altrimenti si rischia sempre più che la festa del primo maggio resti solo un normale giorno di festa e manchi sempre più il protagonista principale: il lavoro – terminano i due esponenti del Pci -. Buon 1° maggio a tutti“.

