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Falso Made in Italy, Coldiretti: “Prime adesioni dei Comuni maremmani contro il Ceta”

di Redazione
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Tantissimi gli agricoltori che mercoledì 5 luglio saranno a Roma per protestare contro il primo trattato europeo che promuove il falso Made in Italy a tavola.

Prime risposte positive alla richiesta di Coldiretti Grosseto di far deliberare i Comuni a sostegno dell’iniziativa contro il Ceta.

I sindaci di Roccastrada, Capalbio, Cinigiano e Monterotondo Marittimo hanno fatto sapere ai vertici dell’organizzazione agricola di aver deliberato al fine di dare sostegno per fermare il trattato di libero scambio con il Canada (Ceta), che per la prima volta nella storia dell’Unione accorda a livello internazionale esplicitamente il via libera alle imitazioni dei prodotti italiani più tipici.

Attendiamo anche altre delibere di giunta o di consiglio che altri sindaci hanno garantito che approveranno“, spiega Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto, che con il presidente Marco Bruni guiderà la folta delegazione a Roma per la manifestazione indetta da Coldiretti a livello nazionale a Montecitorio, mercoledì 5 luglio, dalle 9.30.

Vogliamo evitare che si spalanchino le porte all’invasione di grano duro e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero – spiegano Renna e Bruni -. I nostri soci lasceranno le campagne per invadere la capitale in piazza Montecitorio davanti al Parlamento, dove è in corso la discussione per la ratifica del trattato #stopCETA. L’iniziativa è della Coldiretti insieme ad un’inedita e importante alleanza con altre organizzazioni: Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food International, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch“.

Sarà divulgato – conclude Renna – il dossier Coldiretti sull’impatto del trattato sull’agroalimentare italiano ed esposto per la prima volta il ‘pacco’ con le imitazioni delle specialità nazionali più prestigiose, dai formaggi ai salumi, realizzate in Canada, che sarà legittimato a produrre e vendere ai consumatori di tutto il mondo con la ratifica del trattato. Non mancheranno azioni provocatorie a difesa delle produzioni locali gravemente minacciate“.

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