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Amministrative a Scansano, Sel: “Ecco perchè non scendiamo in campo”

di Redazione
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La prossima consultazione elettorale per l’elezione del sindaco di Scansano non vede la partecipazione di una lista di Sinistra secondo l’esempio di quanto avvenuto a Grosseto.

” Ciò non è stato possibile per la difficoltà di trovare una sintesi tra le varie anime – si legge in una nota di SEL Scansano – .
Si sono avute difficoltà a discutere dei problemi del nostro comune con le altre forze politiche, interessate più al mantenimento del potere che ad affrontare le complessità della comunità. D’altra parte non potevamo aspettarci di più da chi, nel trasformismo ormai imperante, ha portato il comune sull’orlo del dissesto finanziario, evidentemente chiedono il voto per completare l’opera. Il fatto che non partecipiamo alle elezioni non significa che non incalzeremo l’amministrazione come in passato, criticandola quando sarà necessario e sostenendola quando, a nostro parere, farà cose giuste per i cittadini. Intanto daremo indicazione di voto per quei candidati a sindaco e per i consiglieri, ovviamente di Sinistra, che dichiareranno, ad esempio, in modo netto, la loro posizione sulla geotermia, le cui ricerche sono iniziate nel nostro territorio in questi giorni.

SEL come noto non è contraria allo sfruttamento della geotermia quando questa avviene in totale tutela della salute, dell’ambiente e del territorio. Ma la zona del Morellino, nota in tutto il mondo per le sue caratteristiche ambientali collegate ad una produzione vitivinicola di alta qualità, non è certo idonea. Detto ciò non è politicamente corretto dire agli elettori , come sostiene il candidato del PD Marchi, che la decisione finale verrà presa tramite un referendum. Lo statuto attuale del comune non prevede tale strumento: bisognerebbe modificare lo stesso, indire successivamente il referendum. A quel punto saranno, visti i tempi della burocrazia, già funzionali le centrali geotermiche. Si dice che le società titolari delle concessioni date dalla regione Toscana, daranno al Comune dei benefici economici, che dovrebbero servire a sistemare le finanze del medesimo. Non vorremmo però pagare l’incapacità amministrativa di questi ultimi anni con l’alterazione del nostro territorio e del nostro ambiente. Ci sembra infine strano che una forza politica, che un mese fa era a favore delle trivelle e ha chiesto di non andare a votare, chieda ora un referendum. Si chiede inoltre ai candidati di pronunciarsi su una eventuale fusione con altri comuni, alla luce dei finanziamenti previsti dalla Regione e delle crescenti difficoltà amministrative dei piccoli comuni. Così come è necessario che i candidati esplicitino l’utilizzo che intendono fare dei locali dell’ex-scuola che a nostra parere dovrà diventare il motore principale di aggregazione sociale e culturale del territorio. È evidente che le nostre indicazioni di voto dipenderanno anche da queste risposte”.

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