Home GrossetoNomine Asl, Rossi: “Grosseto fuori da tutto fra il silenzio dei nostri rappresentanti politici”

Nomine Asl, Rossi: “Grosseto fuori da tutto fra il silenzio dei nostri rappresentanti politici”

di Redazione
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In Regione Toscana pare che non abbiamo rappresentanti maremmani, se puntualmente Grosseto e la Maremma vengono sempre penalizzate nelle nomine apicali”.

A dichiararlo è Fabrizio Rossi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio comunale di Grosseto.

“E’ imminente la nuova nomina a super direttore della nostra Asl Sud – Est al dott. Enrico Desideri. E’ solo questione di giorni e sarà ufficializzata – spiega Rossi. Probabilmente dopo giovedì. Si tratta di un vero e proprio conflitto di interessi che mortifica la nascente Asl di Grosseto-Siena-Arezzo. Uno dei tre direttori generali delle tre province, beneficiando della Legge regionale 29 luglio 2014, n. 44, che ha modificato la legge regionale 24 febbraio 2005, n. 40 (Disciplina del servizio sanitario regionale), che ha abolito il limite dei 65 anni di età per ricoprire tale incarico, diventerà direttore generale di tutte. La nuova sede sarà ad Arezzo e avrà il suo direttore generale, quale direttore di tutto. A seguire vi saranno la nomina del direttore sanitario e pare che Siena sia già pronta con il suo professionista di punta. Subito dopo, il direttore amministrativo, altro rappresentante della Asl senese”.

“Questioni di giorni e potremmo chiamare la nuova Asl Sud – Est, ‘Arezzo – Siena’, visto che Grosseto è sempre tagliata fuori. Gran maestro e rifinitore è il presidente della Regione Toscana, il Rossi sbagliato, ovviamente, che non ha mai avuto simpatie particolari per la Maremma. Seguirà questo ‘manuale Cencelli’ anche per le altre nomine, tipo per i dipartimenti? Il tutto sta accadendo nel silenzio più assoluto dei nostri rappresenti politici locali, regionali e nazionali del Pd – conclude Rossi -. Il silenzio assordante del sindaco Bonifazi, a fine mandato, e dei pretendenti tali del suo partito che sulla sanità hanno sempre chinato la testa. Appare evidente che vogliono relegarci non a sud della Toscana, ma a nord del Lazio, finché il Pd guiderà questa regione e questa città. Noi non accettiamo questo stato di cose e non rimarremo, come lor signori, a guardare mentre smantellano la sanità maremmana”.

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