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“Guerra infinita”: a Scansano va in scena il nuovo spettacolo del Teatro Studio

di Redazione
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La nuova produzione del Teatro Studio di Grosseto, ad ingresso libero, nel penultimo appuntamento del programma per la Festa della Toscana “Figli di questa terra” del Comune di Scansano.

Domenica 21 febbraio, alle 17, al teatro Castagnoli di Scansano, andrà in scena, infatti, “Guerra infinita”.

In occasione dell’iniziativa, verrà presentata la stagione teatrale del Castagnoli, realizzata dal Comune di Scansano in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo e Teatro Studio.

Gli interpreti sono Enrica Pistolesi, Luca Pierini, Mirio Tozzini, Daniela Marretti, Cosimo Postiglione, Stefano Stefani, Michela Pii.

La scenografia e i video sono a cura di Ugo Capparelli, la drammaturgia e la regia sono affidate a Mario Fraschetti.

Per assistere allo spettacolo, è consigliabile la prenotazione telefonica ai numeri 0564.509405 (Comune di Scansano) o 392.0686787 (Teatro Studio).

Per informazioni, è possibile consultare i siti www.comune.scansano.gr.it/teatro_castagnoli e www.teatrostudio.it.

Lo spettacolo

La guerra ha accompagnato il cammino dell’umanità come un morbo. La Grande Guerra divorò una generazione di giovani uomini, dimezzò le capacità industriali di tante nazioni e, cento anni dopo, ben più di cento milioni di morti sono direttamente o indirettamente attribuibili a quella guerra: da lì sfociarono i totalitarismi e il mondo imboccò l’imbuto che lo condusse alla Seconda Guerra Mondiale. Quell’infernale carneficina avviò il suicidio dell’Europa, allora continente prospero e colto, e aprì le porte al secolo americano. Autodistruzione allo stato puro, su cui è il caso di ritornare con la memoria per riflettere (…)”.

Andrea Rebora, storico e scrittore, scrive a proposito della drammaturgia di Mario Fraschetti: “Ho letto tutto d’un fiato il tuo testo teatrale e l’ho trovato davvero bellissimo, estremamente coinvolgente e soprattutto capace di condensare in alcune pagine tutta l’essenza della guerra con la drammatica esperienza dei combattenti, la violenza, la morte e le diverse reazioni individuali di fronte a tali realtà. Se davvero e indirettamente con il mio libro ho contribuito in minima parte alla genesi di questo lavoro ne sono orgoglioso (…)

Nell’allestimento del Teatro Studio i linguaggi espressivi si rincorrono e tracciano due solchi paralleli: il realismo da una parte e il grottesco dall’altra. I quadri si frantumano come la mente del protagonista, che non distingue più la vita dal sogno, dall’incubo, dal trauma. Tempi lenti, come sospesi, come la vita di un soldato, come la mente di un reduce. Attimi di frenesia, alterazione, come in un campo di battaglia. Dialoghi naturalistici, situazioni surreali, comunicazione corporea e gestuale come lieve contrappunto al testo, in cui le distorsioni espressive rivelano le aberrazioni della storia.

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