“Abbiamo tutte le carte in regola per riconquistare Grosseto, abbiamo messo in campo due candidati abili, capaci, che si sfideranno con lealtà e che hanno tutte le caratteristiche giuste per permettere al Pd di governare ancora nel capoluogo maremmano“.
Con queste parole, Dario Parrini, segretario regionale del Pd, ha presentato Paolo Borghi e Lorenzo Mascagni, i due esponenti Dem che si sfideranno alle primarie di coalizione, in programma domenica 6 marzo e dalle quali uscirà il candidato a sindaco di Grosseto per il centrosinistra.
“Faccio un caloroso in bocca al lupo ad entrambi i candidati – ha dichiarato Parrini al termine dell’assemblea provinciale del Pd –: sono due persone di spessore, che rappresentano due facce diverse della buona politica. Sia Borghi che Mascagni conoscono bene i problemi che affliggono la città e saranno in grado di inserire progetti e proposte nei loro programmi per risolverli“.
“Siamo convinti di aver governato bene a Grosseto nelle ultime due amministrazioni guidate da Bonifazi – ha sottolineato il segretario regionale – e siamo consapevoli di avere ottime probabilità di vittoria alle amministrative, anche se rispettiamo i nostri avversari. Nell’ultimo periodo ci sono state schermaglie all’interno del nostro partito, ma adesso dobbiamo mettere da parte le ostilità per remare tutti verso la stessa direzione“.
“Mercoledì scorso l’Unione comunale di Grosseto ha approvato il documento in vista delle primarie e, quindi, è stato tagliato un primo, importante traguardo – ha continuato Parrini –. Ora dobbiamo continuare a pedalare verso la vittoria. Ci aspettano le primarie, che devono rappresentare un elemento di rafforzamento del partito agli occhi degli elettori. Chi vince questo importante appuntamento dovrà essere in grado di coinvolgere chi perde e chi risulterà sconfitto dovrà mettersi a disposizione del candidato a sindaco. Tutti dobbiamo avere un solo obiettivo: far sì che Grosseto sia ancora governata dal Pd, l’unico partito in grado di risolvere i problemi di Grosseto e sfruttare le risorse della città“.
“Queste primarie sono un’occasione importante per legittimare il candidato a sindaco – ha spiegato Borghi -. Io e Mascagni abbiamo il dovere, anche dopo questo appuntamento e al di là del risultato, di rimanere uniti per continuare a governare Grosseto. Per dieci anni abbiamo amministrato ottimamente la città; ora, però, dobbiamo fissare nuovi obiettivi perchè in un decennio la società e il capoluogo maremmano sono cambiati profondamente“.
“Dopo alcune schermaglie, abbiamo trovato le giuste coordinate per proseguire nel percorso verso le elezioni amministrative – ha osservato Lorenzo Mascagni -. In queste primarie, dobbiamo essere leali ed avere senso del dovere, qualità con le quali possiamo e dobbiamo governare la città. Dobbiamo portare al voto migliaia di cittadini, di simpatizzanti del Pd e questo deve essere motivo di orgoglio per noi“.
“Lavoro ed occupazione dovranno essere le priorità nei nostri programmi – ha continuato Mascagni –, dovremo essere capaci di attrarre risorse per sviluppare il nostro territorio. Inoltre, dovremo riservare grande attenzione alla sicurezza, ma non attraverso ideologie o cavalcando gli istinti della gente. Infine, dovremo essere capaci di garantire sempre gli stessi servizi ai grossetani, nonostante le casse del Comune abbiano risentito della crisi economica. A questo proposito, dovremo avere fantasia nei nostri progetti e dovremo essere capaci di coinvolgere i cittadini e le associazioni del territorio per mantenere inalterati i servizi offerti agli abitanti del capoluogo maremmano“.


1 commento
No mi dispiace caro Parrini. Il PD avra’anche le carte in regola ma gli manca quel necessario immancabile sorriso accattivante che non dovrebbe mai mancare sia ai candidati a ruoli amministrativi importanti come un Sindaco di una comunita’ cittadina sia sopratutto a chi lo presenta all’elettorato in primarie aperte all’intera cittadinanza.In questa foto traspare invece purtroppo a cominciare dal coordinatore regionale tutta la tensione di un duello personale gladiatorio all’ultimo sangue in cui uno alla fine prevale e sopravvive e l’altro soccombe e muore ma morendo porta con se un’ombra tetra sull’intero scenario del duello.