Alle 7 di questa mattina, un rumeno di 39 anni è stato lasciato davanti al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto da due persone, poi allontanatesi rapidamente.
L’uomo, ferito all’addome da un colpo d’arma da fuoco, che lo aveva trapassato da parte a parte, tutt’ora ricoverato in ospedale, ma non in pericolo di vita, si era reso responsabile, presumibilmente, nelle ore precedenti, di una serie di furti in appartamento insieme ad almeno altri tre suoi connazionali, come è emerso dalle prime indagini svolte dalla Squadra Mobile della Questura di Grosseto.
Il furto
Quando l’uomo è stato colpito, intorno alle 5, era appena entrato, insieme ai suoi complici, all’interno di un terreno situato tra Grosseto e Marina di Grosseto, protetto da recinzione e cancello.
La banda aveva rotto il lucchetto, con l’obiettivo di rubare l’auto che si trovava parcheggiata all’interno con le chiavi inserite nel quadro d’accensione.
Svegliato da due pastori maremmani, il proprietario, accortosi della presenza dei ladri, era sceso nel fondo e aveva esploso dei colpi d’arma da fuoco in direzione dei malviventi, colpendone uno.
I rumeni erano fuggiti a bordo dell’auto, sfuggendo, quindi, all’inseguimento dell’uomo.
Sul posto, avevano abbandonato della refurtiva, frutto evidente della loro attività criminale svolta nella nottata, che veniva recuperata dalla Polizia subito intervenuta.
Più tardi, il rumeno ferito, che perdeva molto sangue, era stato accompagnato dai suoi connazionali all’ospedale e lasciato davanti all’ingresso.
Grazie alle telecamere e al fatto che l’uomo ferito era già noto alla Polizia, a causa di un precedente per furto di rame, gli agenti della Squadra Mobile sono riusciti a rintracciare gli altri rumeni e il luogo in cui si erano rifugiati.
Mentre il 39enne veniva piantonato in ospedale, i tre complici erano stati accompagnati in Questura, dove si trovano tutt’ora in quanto sottoposti ad interrogatorio, insieme all’uomo che ha sparato.
Le indagini, svolte dalla Squadra Mobile della Questura di Grosseto e coordinate dalla Procura, sono in pieno svolgimento e sono dirette sia ad individuare i legittimi proprietari della refurtiva sequestrata, sia a ricostruire l’esatta dinamica dell’episodio che ha portato al ferimento del ladro.

