E’ stata un’intervista diversa, rispetto alla tante rilasciate dal sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli, sul tema dell’integrazione tra religioni diverse, quella andata in onda ieri su La 7.
Sul divano di Tagadà, incalzato dalla domande della conduttrice Tiziana Panella, è venuto fuori il Cerulli uomo, più che il “sindaco musulmano” a cui i giornalisti, perfino russi, fanno la corte. Quello che ha cambiato religione per amore e per questo ha assunto un nome islamico, ma nessuno lo sa e per tutti, all’Argentario, rimane “Pera”. Quello che pronuncia qualche parola in arabo mentre alle spalle scorrono le immagini del matrimonio celebrato sette anni fa in Indonesia con la bellissima Nunuk, attorniati de genitori e suoceri. In realtà, qui Cerulli è già conosciuto così, semplice e schietto fino a sembrare burbero.
Ai cittadini intervistati per strada che sia musulmano o cattolico non importa nulla, lo hanno eletto per due volte, senza credere allo storiella che avrebbe demolito le chiese per costruire moschee. Parlando a Tagadà, Cerulli apre metaforicamente le porte di casa per spiegare l’educazione libera che lui e la moglie hanno dato ai figli Alessia, già mamma, e Andrea che, pur portando piccoli segni dell’islamismo, si battezzeranno alla religione che sceglieranno, quando lo vorranno.
Questo e tanto altro è il Cerulli uomo. Il “sindaco” parla solo al termine, mentre già scorrono i titoli di coda, per dire che all’Argentario non ci sono le strutture per ospitare i profughi e tanta gente locale ha bisogno di una casa e di un lavoro. Ma questa è la storia risaputa che va ripetendo da mesi su tutti i canali televisivi fin dalla scorsa estate.


