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Geotermia: proseguono le visite guidate al percorso turistico della centrale di Bagnore 4

di Redazione
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Proseguono anche nel mese di dicembre le visite guidate al nuovo percorso turistico della centrale geotermica Bagnore 4, tra i comuni di Santa Fiora e Arcidosso: la “scuola dell’energia rinnovabile a cielo aperto“, che consiste in un innovativo percorso turistico che si snoda per circa 700 metri intorno all’impianto collegando Bagnore 3 e Bagnore 4 e concludendosi su uno stupendo belvedere, è fruibile liberamente ogni giorno dalle 9 alle 18, mentre tutti i primi martedì del mese viene organizzata una visita guidata gratuita.

Anche martedì primo dicembre l’appuntamento è in programma per cittadini, turisti, appassionati della materia e per tutti coloro che desiderano conoscere nel dettaglio la geotermia: per partecipare è necessario prenotarsi scrivendo alla mailbox visita.centrale.enel.bagnore4@enel.com oppure contattando l’ufficio turistico del Comune di Santa Fiora (mail: ufficio.turistico.santafiora@outlook.it; tel: 0564.977142).

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Enel Green Power e le amministrazioni comunali di Santa Fiora e Arcidosso. Una partnership che peraltro nei giorni scorsi ha visto l’Ufficio turistico di Santa Fiora recarsi in visita al Museo della geotermia di Larderello per rafforzare la cooperazione tra le realtà che in Toscana operano nel settore del turismo geotermico e promuovere iniziative congiunte su tutto il territorio regionale.

1 commento

attilio regolo 30 Novembre 2015 | 06:09 - 06:09

Bene, allora geotermia non vuol dire solo distruzione del territorio e dell’ambiente come propalato da sedicenti movimenti ambientalisti sempre contro a prescindere a tutto cio’ che e’ il prodotto dello sforzo e dell’ingegno dell’uomo per utilizzare le risorse natuali a proprio beneficio come d’altra parte avviene dalla notte dei tempi.Certo e’ necessario che suddetto utilizzo venga effettuato in modo rigorosamente controllato senza smania speculativa e sfruttamento smodato e irreversibile di tali risorse ma non si puo’ pretendere che tutto cio’ possa avvenire senza un minimo accettabile sacrificio di quel territorio e di quell’ambiente che si vorrebbe utopisticamente preservare intonso e immacolato come dalla preistoria fino alla fine del mondo.

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