Sono trascorsi cinquant’anni dalla posa della prima pietra del nuovo ospedale Misericordia e, a partire dal 2016, sono in programma una serie di iniziative per ricordare la nascita di questa struttura.
“Festeggiare i cinquant’anni del Misericordia è un’occasione che abbiamo colto – spiega il vicecommissario dell’Asl di Area Vasta di Grosseto, Daniele Testi – ed abbiamo deciso di intitolare una sala dell’area del 118 al direttore sanitario Silvio Banci Buonamici, responsabile del trasferimento dal vecchio ospedale al nuovo presidio di via Senese”.
“Della storia della sanità grossetana, se ne può andare fieri – aggiunge Enrico Desideri, commissario dell’Asl di area vasta (Grosseto, Siena, Arezzo) – . Il primo 118 organizzato fu fatto proprio a Grosseto e ciò ha permesso di fare un passo più lungo di altre realtà. Il passo successivo al 118 è stato infatti segnato dalla nascita dell’elisoccorso, servizio che altre regioni non sfruttano a pieno regime come fa la Toscana”.
Gli appuntamenti pensati per festeggiare i primi 50 anni, già compiuti, del nuovo ospedale prenderanno il via con la presentazione del libro della giornalista Cristina Gimignani, “Maremma bianca. 50 anni di buona sanità”, edito da Magazzinidelcaos.
Testimonianze dei passaggi dalla vecchia struttura di via Ginori alle nuove sale e reparti di via Senese, più funzionali e capaci di accogliere una popolazione in grande crescita dalla fine degli anni 60 ai primi anni ’70, interviste e molto altro sono raccontate nel volume, che, come spiega l’autrice, non si limita ad un semplice lavoro di archivio.
“Questo libro è la celebrazione dell’ospedale, della sanità e della città – conclude l’autrice, Cristina Gimignani – . Nel fare le interviste, ho riscontrato un grande orgoglio dei cittadini verso l’ospedale della città; ma questo libro non parla soltanto della struttura, ma, anche, ad esempio com’è cambiato il sistema dei trasporti pubblici con lo spostamento della sede dell’ospedale, ad esempio. Nell’ambito dei festeggiamenti inoltre sono previsti tre eventi di cinema e bioetica: non si tratta di cineforum, ma di una lettura di brani tratti da film famosi seguiti da un dibattito. Un modo diverso di rendere partecipativa la sanità”.

