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Concordia: risarciti i naufraghi che avevano rifiutato l’accordo con Costa

di Redazione
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L’ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino è stato condannato in primo grado dai giudici del Tribunale di Grosseto a 16 anni di reclusione e a un mese di arresto. Confconsumatori si riserva, in punto di pena, di leggere la motivazione della sentenza prima di darne un approfondito commento.

«Sicuramente si tratta di una condanna importante – recita una nota dell’associazione -, perché l’imputato è stato riconosciuto colpevole per tutti i capi di imputazione».

Risarcimento equo per i naufraghi

«Il processo – commenta il legale di Confconsumatori, Marco Festelliha fatto sicuramente emergere non solo la responsabilità diretta di Schettino, ma anche tutto ciò che non andava all’interno della nave e nelle procedure di sicurezza dell’armatore».

Festelli esprime soddisfazione per le provvisionali riconosciute ai naufraghi assistiti da Confconsumatori: «Si tratta di danno morale che il tribunale ha voluto stabilire nella misura minima prudenziale di almeno 30 mila euro, in attesa della liquidazione del maggiore danno che potrà determinare il giudice civile».

L’accordo “tombale” era un errore

Le condanne al pagamento sono state inflitte non solo a Schettino, ma direttamente anche a Costa Crociere Spa.

«Questo dimostra – evidenzia Festellicome l’accordo che hanno sottoscritto altre associazioni dei consumatori nazionali con Costa Crociere, pochi giorni dopo il naufragio, era prematuro e favorevole solo a Costa Crociere. La sentenza riprova pertanto che Confconsumatori ha ben operato nel respingere al mittente ogni intesa volta a ridurre i risarcimenti. In forza di quell’accordo, non firmato da Confconsumatori Codacons e Codici, l’armatore ha potuto risparmiare ben 20 mila euro per ogni danneggiato che vi ha aderito».

Il risarcimento simbolico a Confconsumatori

Il Tribunale aveva dapprima riconosciuto la legittimazione di Confconsumatori a costituirsi parte civile e ora, con la sentenza, ha deciso che l’associazione era ed è legittimata a rappresentare interessi diffusi delle categorie interessate all’evento, essendo direttamente offesa dai delitti commessi dall’imputato e avendo quindi subito un danno morale, simbolicamente quantificato in 15 mila euro.

«Confconsumatori – conclude Festelli – proseguirà la propria riconosciuta e legittimata attività di rappresentanza e difesa dei diritti dei consumatori, quali viaggiatori e turisti, anche in futuro, a difesa dei diritti della collettività e contro ogni lusinga o compromesso».

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