Abbiamo ricevuto e pubblichiamo integralmente un comunicato dei dimissionari del Partito democratico di Manciano:
“Nei giorni scorsi sono state pubblicate le reazioni delle forze di coalizione alle nostre dimissioni; ciò che ci ha lasciati sbigottiti è la posizione di Sel, un’analisi parziale, opportunistica, che sconfina più di una volta nel becero. Un’immagine nitida della vecchia politica, proprio quella che abbiamo cercato di combattere.
Abbiamo spiegato le motivazioni del nostro gesto, ma non è possibile dialogare con chi non vuole ascoltare, perché ha già preso una posizione e dà una lettura parziale degli avvenimenti. La sorpresa e la non comprensione degli esponenti di Sel sulle nostre dimissioni ci sembrano puramente opportunistiche, il dialogo e il confronto tra di noi c’è sempre stato; inoltre, in questi mesi di travaglio ci sono stati scambi di opinioni in cui abbiamo mostrato il nostro malessere verso la poca condivisione di informazioni e lo stallo venutosi a creare, malessere che risultava essere condiviso anche da loro. Poi cosa è cambiato?
Nelle note pubblicate dalle forze di coalizione si parla di rimpasto, ma non è corretto parlare in questi termini, il nostro gruppo, per superare lo stallo creatosi nel Pd, ha chiesto di tracciare una strada condivisa da tutte le forze all’interno del partito, che indicasse le priorità da affrontare con l’amministrazione ed assicurasse gli equilibri di rappresentazione; non ci interessano né nomi, né ruoli o cariche, abbiamo cercato di avere gli strumenti per essere più incisivi; strada che formalmente non è stata mai percorsa a causa della mancata disponibilità dell’altra parte. In questo nostro percorso c’è poi chi ha ritenuto più conveniente intraprendere altri cammini. Non è mai stato attivato un tavolo di discussione, quindi non ha alcun senso parlarne oggi, non c’è niente di concreto né di formale, almeno che non si voglia fare il processo alle intenzioni.
Inoltre, per quanto riguarda la questione delle riunioni di coalizione, ricordiamo agli esponenti di ‘Partecipazione e trasparenza’ che la gestione era stata affidata a Sel, il suo mal funzionamento non è una nostra responsabilità, anche se certo si comprende che la frattura interna al nostro partito si risentisse anche nelle forze alleate; noi sappiamo bene che tale divisione non fa bene né al Pd né al paese e anche per questo abbiamo preferito fare un passo indietro.
La prassi all’interno di un partito come il Pd prevederebbe che il livello politico (direttivo e segreteria del partito) desse al livello amministrativo (gli iscritti del Pd con incarichi amministrativi) le indicazioni per governare; per il funzionamento di questo meccanismo democratico è necessario che tutte le parti si riconoscano e rispettino i ruoli. Noi crediamo nel Pd come un partito aperto, dinamico, vicino ai bisogni dei cittadini. A Manciano non è stato possibile realizzarlo e per questo ci siamo dimessi.
La nostra decisione non è dovuta tanto ad uno scontro sui contenuti politici, ma piuttosto al clima di isolamento che non ha permesso la partecipazione nel governo della cosa pubblica, sommato ai continui attacchi personali che ci hanno impedito un sano confronto politico.
Questo vuol dire che avremmo voluto discutere della tempistica della ristrutturazione delle scuole, che fosse stata data come una priorità da realizzare visto la situazione di insicurezza in cui versa; avremmo voluto partecipare attivamente alle decisioni riguardanti il bilancio, discutendo all’interno del partito le priorità da dare sugli investimenti.
Avremmo voluto costruire un dialogo con gli amministratori per parlare delle esigenze della popolazione, dell’adozione e approvazione del regolamento urbanistico, della piazzola dell’elisoccorso, delle azioni di promozione del territorio. Nonostante una sintonia che sembra essere ritrovata tra minoranza e maggioranza, sono ancora tante le azioni che devono essere portate avanti dal punto di vista amministrativo.
Crediamo nel centrosinistra come un’alleanza tra partiti che hanno gli stessi valori e ideali, che perseguono il bene comune, difendendo i diritti dei più deboli e mettendo da parte personalismi e giochi di potere, questo è il centrosinistra che auspichiamo. Crediamo che la base di una sana alleanza sia il dialogo ed il confronto e siamo anche convinti che il futuro di Manciano sia quello pensato dai partiti di centrosinistra, con uno sviluppo sostenibile del territorio e risposte concrete alla crisi economica attuale. Per questo, siamo disponibili a confrontarci con le altre forze a noi vicine per chiarimenti e pensare al bene comune di Manciano”.

