L’ assessore Barbara Catalani di Follonica esprime grande soddisfazione nel vedere attuato un altro elemento portante del progetto PIUSS, la Fonderia n. 2 trasformata nel nuovo teatro per la città e che, insieme al Magma, riporta a vivere l’area ex Ilva.
“Venerdì 24 ottobre la città di Follonica è ritornata in possesso della Fonderia n.2 – dichiara l’assessore Barbara Catalani – dopo anni di restauro e di allestimento che l’hanno trasformata da Fonderia a teatro. Un pomeriggio intero dedicato alla gente che ha potuto scoprire tutti i nuovi spazi del teatro, salire sul palcoscenico, entrare nei camerini, sedersi al bar -ristorante.
L’ex Ilva è stata letteralmente invasa di persone, centinaia di bambini, ragazzi, famiglie che hanno visitato il Magma, passeggiato nelle piazze e nei vialetti, sostato davanti al Cancellone o alla biblioteca.
Noi vogliamo proprio – come è accaduto venerdì – che l’ Ilva torni a essere percorsa dalla vita delle persone, torni ad essere un punto di riferimento quotidiano, un luogo dove ritrovarsi e riconoscersi.
Lunedì 27 ottobre poi abbiamo potuto vivere lo straordinario spettacolo di Franco Battiato. Il concerto del grande artista siciliano è stato il vero battesimo per il teatro, registrando il primo ‘tutto esaurito’. Dopo quasi venticinque anni Follonica ha finalmente potuto riportare il suo pubblico in un teatro raffinato, elegante e modernissimo.
Una struttura realizzata grazie ai finanziamenti Piuss e ai contributi della Regione Toscana – continua l’assessore -, così come lo è stato il Magma e la ristrutturazione della Fonderia 1, prossimo significativo appuntamento per la città e quindi del Parco Centrale.
Il teatro Fonderia Leopolda porta la firma di una delle figure più rappresentative della storia architettonica italiana: l’architetto Vittorio Gregotti.
L’area ex Ilva torna così gradualmente a vivere e lo fa puntando sulla grande qualità dei suoi progetti e sulla riconversione legata alla creatività e alla cultura.
Una grande scommessa che l’amministrazione ha vinto portando a compimento tutti i progetti del Piuss come nessun altro comune toscano e’ riuscito a fare rispettando i tempi di consegna e le spese previste.
Scommessa che restituisce così alla città degli spazi di archeologia industriale di grande pregio architettonico e soprattutto di grande peso storico per una comunità che ha visto le sue origini legate indissolubilmente alla produzione della ghisa dello stabilimento”.
Conclude infine l’assessore Catalani: “Oggi a quella industria pesante si è sostituita quella della cultura e dell’innovazione con edifici moderni, funzionali e di grande impatto. Il museo, inaugurato un anno fa rappresenta un’eccellenza nel panorama museale italiano. Ora il preziosissimo teatro che restituisce alla città non solo la sua storia archeologica ma anche quella culturale in parte interrotta con la chiusura del cinema teatro Tirreno venticinque anni fa”.

