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Sgozzate 7 pecore a Semproniano: lo sdegno della Cia

di Redazione
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Dopo l’uccisione del lupo di Semproniano abbiamo preso subito una posizione netta e decisa, una condanna senza se e senza ma. Abbiamo però sottolineato in quell’occasione che per noi al pari del lupo sono da considerarsi le pecore quando vengono sgozzate”.

Sono le parole del vicepresidente della Cia Toscana e presidente provinciale di Grosseto, Enrico Rabazzi, alla notizia di un altro grave episodio di predazione avvenuto a Semproniano.

Adesso, dopo aver aspettato le reazioni delle varie parti in gioco, siamo a lamentare l’ennesimo episodio di predazione, proprio a Semproniano, dove sono state sgozzate non una, ma 7 pecore – spiega Rabazzi -. Per l’uccisione del lupo si sono mossi tutti, in primis gli animalisti, con tanto di taglia a chi forniva notizie sui responsabili e attirando addirittura l’attenzione dei media nazionali, ma la morte di una pecora, anzi di 7 pecore, non ‘frutta’ come quella di un lupo e allora nessuno si espone. Noi invece lo facciamo e lo facciamo con una forza 7 volte superiore perché per noi gli animali sono tutti uguali e non lo sono in funzione della loro ‘convenienza mediatica’”.

Conosciamo già le obiezioni – continua il presidente provinciale di Cia: ‘Non sono morti paragonabili quelle del lupo e della pecora, il lupo è ucciso volontariamente dall’uomo e oltretutto è protetto, la pecora è uccisa dal lupo secondo un processo naturale e non è un animale in estizione’. Sbagliato. E per diversi motivi: primo, nessun essere umano, tantomeno un pastore, ammazzerebbe un lupo se le sue greggi fossero messe in condizioni di sicurezza. Uccidere il lupo, sbagliando gravemente, è un disperato gesto dimostrativo, una richiesta di aiuto; secondo, le pecore non sono una razza in estinzione ma, diamo una notizia agli animalisti, i nostri pastori sì. Lasciamoli ancora isolati e abbandonati a se stessi e tutta la nostra pastorizia, con l’indotto soprattutto nel settore caseario, presto non ci sarà più”.

Basta è l’ora di farla finita– conclude Rabazzi -. Attendiamo che a settembre siano, come promesso, svincolati i fondi per gli indennizzi e soprattutto prenda il via il progetto della Regione, promesso in persona dal Governatore Enrico Rossi durante la sua visita a Grosseto nel marzo scorso, che dovrebbe finalmente dare una svolta decisiva a questo annoso problema. Noi nell’attesa rimaniamo come sempre a disposizione dei nostri associati per avere qualsiasi delucidazione in merito”.

2 commenti

laura 28 Agosto 2014 | 19:35 - 19:35

Magari cominciamo a mettere in sicurezza le greggi? Nel tragitto dal lazio alla toscana non ne ho visto uno di gregge recintato e se lo erano anche un bambino sarebbe riuscito a saltare la recinzione stessa! Basta dare sempre la colpa agli animali! Qualunque specie siano! Non c’è differenza tra lupo e agnello ma tra un pastore attento ed uno che tanto avrà rimborsi si!!! Cominciate a rimborsare solo i casi in cui il lupo tipo superman abbia forzato una recinzione seria! Se vendo panini non posso farlo x terra…ma se faccio il pastore le pecore sono libere di essere alla mercé dei predatori? A questo punto chi è che fa la differenza degli animali non tutelandoli dai pericoli a cui sono esposti?

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mau 29 Agosto 2014 | 18:05 - 18:05

X Laura:
tu lo sai come va fatta una recinzione antilupo ? Sai quanto costa farla ? Sai quale impatto visivo avrebbe recintare tutti i pascoli con una recinzione antilupo ? Credo di no, perché altrimenti sapresti che non é un opzione praticabile. Prima di parlare di cose che non conoscete e di voler insegnare agli altri come fare il proprio lavoro informatevi e studiate. Cordialmente

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