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Verde come Vela: il viaggio documentario sbarca a Punta Ala

di Redazione
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Partenza nel primo pomeriggio di ieri, con prua puntata su Punta Ala, per Mowgli, il Class 40 timonato da Marco Nannini, che sotto i colori di Verde come Vela, sta portando avanti l’iniziativa promossa dalla rete d’impresa Boat Ecology, per dimostrare come sia possibile ridurre l’impatto ambientale anche veleggiando.

Tappa lunga: 40 miglia, da Cala dei Medici a Punta Ala. Alle 13.50, la barca ha issato le vele, randa e code zero (vela più adatta Con il vento al traverso) con 10 nodi di ponente e cielo terso. Condizioni atmosferiche ideali per sfruttare le risorse naturali e la velocità della barca al fine di ottenere risultati buoni sotto il profilo della produzione d’energia.

Immediatamente hanno iniziato a funzionare l’eolico e il fotovoltaico, sistemi che partono in automatico quando ci sono condizioni atmosferiche favorevoli. Con entrambi i sistemi è stata prodotta circa la metà del fabbisogno energetico: 5 Ampere con un consumo di 10 Ampere.

A questo punto il team composto da Marco Nannini, Alberto Buogo, responsabile del progetto, e Sebastiano Moise di Boat Ecology ha deciso di vedere che cosa sarebbe successo introducendo la terza fonte di produzione di energia; quindi è stato inserito l’idrogeneratore. Con tutti e tre i sistemi in funzione sono stati ottenuti dei picchi di 15-16 Ampere di energia prodotta, contro i 10 consumati dai vari dispositivi a bordo (strumentazione e computer degli operatori video imbarcati). Alle 15.40 sono cambiate le condizioni atmosferiche: il vento è diminuito di un paio di nodi d’intensità, ha girato da Ponente a Maestrale, diventando più al lasco, quindi è stato ammainato il code zero (che non consentiva più di mantenere i 10 nodi di velocità) e issato il gennaker. Dopo circa 6 ore di navigazione, giusto in tempo per l’ora di cena, Mowgli è entrato nel porto di Punta Ala. Terza tappa conclusa.

«Il Code Zero è una vela che viene utilizzata quando il vento è di bolina larga e al traverso (una sorta di grande genoa che lavora sfruttando sia il flusso laminare, ovvero la portanza di una vela,  sia il flusso turbolento, ossia la spinta); quindi è stata la vela ideale durante la nostra navigazione iniziale» dichiara Marco Nannini, skipper di Mowgli.

 «In seguito abbiamo dovuto ammainarlo e issare il gennaker – aggiunge  Sebastiano Moise  . Cambiando il vento da Ponente a Maestrale, avevamo bisogno di una vela diversa; in particolare abbiamo utilizzato il gennaker A2, che si usa quando il vento soffia da 125° in su, da poppa, ossia la situazione che avevamo. È stata una bella giornata di navigazione: le condizioni meteo sono state ottimali per mettere alla prova la barca e i tre sistemi di produzione di energia alternativa».

L’autosufficienza di Mowgli è stata ulteriormente dimostrata e con risultati ancor migliori di ieri. Il Class 40 di Verde come Vela per produrre energia usa la luce del sole, la forza del vento e dell’acqua del mare usando il sistema eolico, l’idrogeneratore e i pannelli fotovoltaici.

Oggi, a Punta Ala sono previste attività di sensibilizzazione, di scuola di vela e di monitoraggio con gli armatori in porto.

Il Class 40 di Verde come Vela salperà poi domenica mattina alla volta di Gaeta. A  bordo saliranno due amici dell’iniziativa: Andrea Marconetti e Maurizio Rosazza Prin (per combinazione secondo e terzo classificato a Masterchef 2013 e inventori di Chissenefood) imbarcati non per preparare piatti di haute-cuisine, ma per condividere  l’idea che sia possibile vivere con il minor impatto ambientale possibile.

Il 21 luglio Verde come Vela farà tappa anche a Cala Galera, all’Argentario.

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