Si è conclusa a Follonica la prima fase della quinta edizione del “Festival FolloWme – Arte ai margini – La parola che cammina”, rivolto alla ricerca di quella parola che si muove negli spazi di una città e nel tempo di una memoria che si vuole tramandare.
Così le parole di Nannetti, con il celebre intervento di Studio Azzurro e dell’interpretazione della performance di Gustavo Giacosa e Fausto Ferraiuolo, dai muri del manicomio di Volterra (dove venivano incise con la fibbia di un gilet) sono giunte a noi tramite la via dell’arte e, dunque, della bellezza.
Gli artisti di Follonica (M. Addimanda, A. Bargagli, R. Brucalassi, M. Corbani, G. Giuggioli, E. Gozzi, M. Paoli, R. Piazzi, N. Pistolesi, Q38, D. Vella e il collettivo B. Bonacchi, B. Boschi, F. Centini, M. Grassini ed E. Testi) hanno lavorato, esponendo opere ed installazioni all’interno e all’esterno del Museo Magma, sulle lettere dei degenti del manicomio di Volterra che venivano scritte e mai spedite, per poi essere ritrovate nelle cartelle cliniche.
Su questo epistolario hanno lavorato anche Ilaria Cigni, Chiara Migliorini e Irene Di Natale con una performance di “Teatro in Movimento”, dando un corpo alle parole dimenticate.
“Quest’anno – dichiara Cinzia Canneri, la curatrice artistica del Festival – la manifestazione è stata pensata come un percorso che si muoveva in spazi diversi, per trasformarli e plasmarli attraverso la voce di parole che la società vuole allontanare e controllare. L’arte deve essere soprattutto un’espressione di libertà”.
I contributi al Festival
In effetti, quest’anno FolloWme ha invaso e contaminato anche spazi diversi, come i sotterranei del museo Magma, dove è stato rappresentato lo splendido ed intenso spettacolo “Habeas Corpus” con la regia di Pino Calabrese, l’eccellente interpretazione di Siddharta Prestinari e il sempre atteso e desiderato intervento della Compagnia dei Gattopicchi.
Una manifestazione ricca di contributi, che ha unito artisti e voci differenti; da non dimenticare anche la performance delle operaie della Mabro, diretta dal regista Mario Fraschetti, la presentazione di Amianto di Alberto Prunetti e la collaborazione con La città visibile attraverso la mostra fotografica “Simulacri” di Marco Tisi.
“FolloWme – dichiara l’assessore comunale di Follonica Barbara Catalani – è un’esperienza che nel nostro panorama locale brilla per qualità e capacità d’integrarsi con le risorse creative del territorio, in un’ottica di sviluppo che la nuova amministrazione intende sostenere e potenziare”.
Il prossimo appuntamento sarà a settembre con la proiezione “Va pensiero – storie ambulanti” di Dagmawi Yimer.

